Il Tirreno

Lucca

Il monito di Governare Lucca al centrosinistra

«Il Pd si confronti se vuole vincere le elezioni»

Luigi Stefani e Piero Angelini
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Luigi Stefani e Piero Angelini

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LUCCA. Il Pd ha bisogno anche di Governare Lucca se vuole vincere le elezioni comunale nel 2012. Il messaggio viene inviato forte e chiaro dai vertici della lista civica che nel 2007 aveva lanciato la candidatura a sindaco di Mauro Favilla e che oggi si ritrova all'opposizione.  In sostanza i dirigenti di Governare Lucca - Piero Angelini (presidente), Pierpaolo Donnarumma, Vincenzo Giorgi (capogruppo in consiglio comunale), Mauro Giusti (consigliere comunale) e l'ex assessore Luigi Stefani - ricordano al Pd di non sentirsi troppo euforico per la vittoria alle provinciali. Perché - come ha ricordato al partito anche il rieletto presidente della Provincia, Stefano Baccelli - la vittoria per il Comune è ancora tutta da costruire. «Il responsabile territoriale del Pd, Patrizio Andreuccetti - scrive Gl - corre il rischio di un eccesso di euforia, quando allude al suo partito come una bella donna, corteggiata da molti " soggetti e personaggi" aggiungendo che non si farà certo condizionare da nessuno». Governare Lucca - precisano i dirigenti - intend conquistare il governo della città «con un'alleanza trasversale» ma non intende conquistare il Pd. Preoccupa, però, il fatto che Andreuccetti non abbia che generiche parole sul programma, che sarà certamente «nuovo e innovativo, ma che sarà varato, con calma, a suo tempo. Noi di Governare Lucca la pensiamo diversamente: poiché siamo già rimasti scottati da un uomo e da una coalizione, che avevano proposto agli elettori un programma (ospedale, urbanistica, aziende partecipate, cultura) puntualmente disatteso e stravolto, non siamo affatto interessati a una coalizione che non scaturisca da un progetto comune, discusso e concordato nelle sue linee fondamentali». Perciò - insiste Gl - che se il Pd non vuole essere considerato, anche dagli elettori, «l'agenzia locale del Pd fiorentino, dovrebbe considerare la sua candidatura al governo della città come l'occasione, anche, per riconsiderare la propria linea e il proprio programma, per formulare una proposta politica nuova, che nasca però, in primo luogo, dai problemi irrisolti di oggi e su cui, fin da subito, si devono e possono formulare punti programmatici fermi: una politica, dunque, che non sia rigidamente allineata alle politiche regionali, come noi abbiamo suggerito qualche giorno fa, per quanto riguarda sanità, urbanistica, acqua e perfino per una maggiore attenzione al rapporto tra politica e affari. Forse Andreuccetti dovrebbe guardare con più umiltà alle vicende lucchesi, che sono complesse e difficili a capire, anche sul versante del suo stesso partito; e dovrebbe considerarci un gruppo politico, certo minore, ma di cui la città ha ancora bisogno e con cui il Pd intende seriamente confrontarsi».

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