Il Tirreno

Lucca

«Baccelli eviti chi gli dice sempre sì»

Emiliano Favilla
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Emiliano Favilla

Favilla lascia l'amministrazione con un consiglio per il presidente

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 LUCCA. Deve evitare un errore, il neo rieletto presidente della Provincia, Stefano Baccelli: circondarsi di collaboratori che gli dicano sempre di sì. E non lo contraddicono mai. È questo il consiglio che dà Emiliano Favilla, da 12 anni assessore a palazzo Ducale, in procinto di lasciare l'incarico.  Già nel primo mandato di Baccelli, aveva rischiato di non essere riconfermato e solo la minaccia di Rc di aprire immediatamente una crisi aveva convinto il presidente a non rimpiazzarlo. In questa seconda legislatura Baccelli, Favilla sa di non avere più un posto in giunta. «Parto dalla considerazione - esordisce l'assessore - del buon risultato elettorale ottenuto dal centrosinistra perché credo che buona parte di questo successo dipenda dal ruolo che la Federazione della sinistra ha svolto in questi anni nell'amministrazione provinciale. La mia esperienza in Provincia è iniziata 12 anni fa come assessore alla viabilità e alle bonifiche. Presidente era Andrea Tagliasacchi. Nel secondo mandato Tagliasacchi mi fu aggiunta anche la delega alla difesa del suolo. Nel primo mandato Baccelli, anno 2006, ho mantenuto la delega alla viabilità e ricevuta quella alla protezione civile. Come ricordo spesso, la Provincia "è nata" con Tagliasacchi. Prima di allora era quasi inesistente, soprattutto per la Versilia. Tagliasacchi era un "vulcano" e con lui io ho potuto collaborare dando il massimo di me stesso. Praticamente avevo carta bianca. A Tagliasacchi interessavano i risultati, i buoni rapporti con i cittadini, aperti al dialogo con i vari comitati e con le altre istituzioni, soprattutto con i 35 comuni della Provincia». Con Tagliasacchi - ricorda Favilla - la Provincia ha realizzato o iniziato «tutte le opere infrastrutturali più significative oggi esistenti ed è stata avviata la straordinaria manutenzione di palazzo Ducale. Purtroppo nei confronti di Tagliasacchi c'è stata molta ingratitudine: se fosse stato eletto sindaco oggi i lucchesi avrebbero sicuramente risultati diversi».  Non così idilliaco, invece, è stato il rapporto con Baccelli «al quale, però, riconosco delle qualità, soprattutto di correttezza amministrativa. Con lui ho cercato di continuare a svolgere il ruolo di assessore nel modo seguito con Tagliasacchi, ma non nascondo di aver incontrato qualche resistenza: ecco, quindi, le famose litigate di giunta che Baccelli ha ricordato spesso anche in campagna elettorale, anche se poi alla fine mi lasciava fare e credo sempre con buoni risultati. Del resto sul cellulare sono sempre stato reperibile a tutte le ore del giorno e della notte. Cercavo di essere attento, per esempio, ai problemi dei lavoratori dell'ente, soprattutto quando lamentavano qualche ingiustizia. Ed anche su questo in giunta era motivo di molte discussioni sia con Baccelli, sia con l'assessore al personale Rovai». Per Favilla, però, proprio queste discussioni sono state salutari per la giunta perché «se non ci fossero state, tanti risultati che Baccelli ha potuto vantare in campagna elettorale non ci sarebbero stati, compresa la stabilizzazione dei oltre 100 precari dell'ente. Perciò mi sento di dare un consiglio a Baccelli, anche da amico: non faccia lo sbaglio di circondarsi di persone sempre disposte a dire sì anche quando le cose non vanno. Non farebbe un buon servizio a nessuno».

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