La manifestazione
Giglio, conti in rosso: il cda lascia
Ilaria Bonuccelli
Si dimette anche Aldo Casali, il sindaco nomina un commissario
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LUCCA. Alla fine si è dimesso il cda del Giglio. Con qualche resistenza da parte del presidente del teatro, Aldo Casali. Però, di fronte al rischio di vedersi recapitare la lettera di decadenza, firmata dal sindaco, ha ceduto. Lascia in eredità un disavanzo di 180mila euro che considera «un successo», visti i tagli ai contributi. A occuparsene, comunque, sarà per i prossimi due mesi il direttore generale del Comune, Massimiliano Volpi, appena nominato commissario del teatro. Poi bilanci e cartellone diventeranno competenza della Fondazione del Giglio - sempre che il sindaco riesca a metterla in piedi - o di un nuovo cda, se questa operazione fallisse. E al nuovo consiglio spetterà anche il compito di indicare il direttore artistico, visto che non c'è intenzione di riconfermare Elio Boncompagni, in scadenza a fine anno. Per il teatro, dunque, si apre una nuova fase che conta molto sulla collaborazione con la Pergola di Firenze. Anche se a tempo (per tre anni). LE DIMISSIONI Arrivano sul tavolo del sindaco dopo che il cda ha approvato il consuntivo 2010, chiuso in rosso (come nel 2009). Formalmente mancano le dimissioni di Federica Giorgi, in questi giorni fuori Lucca. Il sindaco non ha dubbi che arriveranno anche le sue dimissioni, ma, a scanso di equivoci, sottolinea che «il cda debba, comunque, essere sostituito per intero». Questa, del resto, era anche la volontà del consiglio comunale che, all'unanimità, aveva chiesto il rinnovo dei vertici del teatro già a dicembre. Ma non c'era stato. «In effetti - ammette Favilla - la mia intenzione era di far concludere all'attuale consiglio l'accordo con la Pergola, visto che era stato seguito da Casali, ma visto che i tempi per il rilancio del teatro fiorentino sono slittati a luglio, non era più possibile aspettare». LE PROSPETTIVE Intanto Favilla nomina un commissario «a tempo»: per evitare di indicare qualcuno che potrebbe affezionarsi troppo al ruolo, sceglie il direttore generale del Comune, Massimiliano Volpi. Per statuto, potrebbe restare in carica 6 mesi, ma l'intenzione del sindaco è di affidargli il teatro per 2-3 mesi. Il tempo di capire se dovrà nominare un nuovo cda o se riuscirà a istituire la fondazione del Giglio. LA FONDAZIONE Favilla non nasconde di nutrire qualche dubbio di poterla creare. A oggi, infatti, ha incassato più no che sì. L'unica adesione confermata è quella della fondazione Banca del Monte; poi c'è stato il diniego formale della Camera di commercio e il diniego (non ancora formale) della fondazione Crl «che, però, ha confermato la disponibilità a garantirci un contributo». Manca solo la risposta della Provincia: «È comprensibile - evidenzia Favilla - che Baccelli non mi abbia ancora risposto perché ho mandato la richiesta formale di adesione alla fondazione in piena campagna elettorale. Ora mi auguro che ci comunichi la decisione». I CONTI Favilla sostiene che con le risorse a disposizione, l'attuale cda ha compiuto miracoli. E che, se il Comune non gli avesse tolto i trasferimenti, il Giglio avrebbe chiuso con un utile consistente. Le difficoltà - spiega - sono dovute ai costi fissi del teatro, insopprimibili se non tagliando spettacoli o personale. A peggiorare la situazione c'è stata una contrazione delle risorse: a stagione già programmata, il Comune ha tagliato 100mila euro sul contribito ordinario e, soprattutto, non ha più trasferito i 450mila euro di contributi della fondazione Crl. «Fino al 2009, la fondazione ci garantiva un paio di milioni l'anno. Poi è scesa a poco più di un milione e non abbiamo girato i 450mila euro ordinari al teatro, nella convinzione che li avremmo recuperati, ma non è accaduto. Venendo a mancare così 550mila euro al Giglio, che ha dovuto restituire anche 80mila euro al teatro di Mantova per un contenzioso relativo a una produzione, credo che il contenimento del disavanzo sotto i 200mila euro sia un grande risultato». CONTRIBUTI 2011 In assenza del bilancio di previsione del Comune, Favilla ribadisce che «con risorse nostre o delle fondazioni, dobbiamo assicurare al teatro non meno di 1,6 milioni a copertura delle spese fisse (che per il Giglio supererebbero i 2 milioni, ndr). E non è vero che il consiglio comunale si era impegnato nel 2009 a contrarre il contributo comunale di 100mila euro l'anno: forse questa era la volontà di qualcuno, ma io non l'ho mai avallata».
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