Sicurezza
La donna si salvò perché la lama si era piegata
Accoltellò l'ex moglie condannato a 2 anni
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La casa di S. Maria del Giudice dove era avvenuta laggressione (Vip) 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Aveva accoltellato l'ex moglie, l'aveva colpita più volte con un manico di scopa ed era stato arrestato dalla polizia per tentato omicidio. Il tribunale in composizione collegiale lo ha condannato in abbreviato (quindi con lo sconto di un terzo della pena) a 2 anni di reclusione, attenuando l'imputazione in lesioni aggravate. Il pm Capizzoto aveva chiesto 10 anni di carcere. Era successo tutto il 26 settembre 2010, una domenica, a S. Maria del Giudice. Ad agire era stato un impiegato in pensione, Francesco Buonaguro di 65 anni che si era scagliato contro Maria Rosaria Vitiello, 67 anni, maestra in pensione, con un coltello da cucina. Le aveva inferto alcuni fendenti, poi la lama si era piegata e l'aggressore, in preda all'ira, aveva continuato a colpire la donna con il manico di una scopa. L'intervento di uno dei figli della coppia era stato provvidenziale ed era servito a mettere in salvo la signora. A S. Maria del Giudice erano accorse le volanti della polizia e pattuglie dei carabinieri per le indagini. Teatro della vicenda via XXIV maggio dove la coppia abita in due appartamenti distinti nello stesso stabile perché separata dal 2006. Stando alle accuse, l'aggressore si era dichiarato dispiaciuto per non essere riuscito nel suo intento. Era stato arrestato e trasferito nella casa circondariale di San Giorgio. L'ex moglie, accompagnata dal figlio al pronto soccorso dell'ospedale Campo di Marte, era stata giudicata guaribile in dieci giorni. L'accoltellamento era avvenuto alle 9,30. La Vitiello stava rientrando dalla Messa, quando aveva incrociato l'ex marito sul vialetto che porta all'abitazione. Dopo la separazione le liti erano abbastanza frequenti, anche se non c'era mai stato l'intervento delle forze dell'ordine. I due figli, sui 30 anni, che abitano con la madre, avevano sempre cercato di monitorare i movimenti della donna, pronti ad intervenire ai primi screzi con l'ex marito. Ed era stato proprio grazie al tempestivo intervento di uno dei figli e anche di alcuni vicini di casa se l'aggressione non si era trasformata in tragedia. Quando l'insegnante in pensione aveva intravisto l'ex marito per cautela aveva preferito tornare sui suoi passi. Ma poi, pensando che l'uomo fosse tranquillo e quindi inoffensivo, aveva deciso di entrare nel suo alloggio. L'agguato - invece - era scattato all'improvviso. Quando la donna era passata di fronte all'ex marito, questi aveva estratto un coltello da cucina con il manico di plastica e l'aveva colpita alla schiena. Per una fortuita circostanza la lama aveva colpito un osso e si era piegata. Ma secondo le accuse il pensionato aveva continuato a colpire la vittima, anche alla testa. Quindi aveva gettato il coltello ormai inutilizzabile e aveva preso a picchiare la ex moglie con il manico di una scopa. Le grida disperate di aiuto della donna erano state sentito da uno dei figli, che si era precipitato nel vialetto insieme ad altri vicini, riuscendo a sottrarre la madre all'ira dell'aggressore. Senza perdere tempo, il figlio aveva adagiato la mamma sulla propria auto e si è diretto dapprima alla stazione dei carabinieri, poi al pronto soccorso. Buonaguro era e rimane agli arresti domiciliari. I giudici del tribunale (Annarumma, Di Grazia, Nerucci) lo hanno condannato a liquidare alla parte civile (che si è avvalsa del patrocinio dell'avvocato Pierpaolo Santini) 8mila euro più le spese.
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