Il dolore
Legano e rapinano una guardia giurata per rubarle la pistola
Luca Tronchetti
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CAPANNORI. Sotto la minaccia di una pistola, tre banditi le legano i polsi dietro la schiena, s'impossessano di una borsa con otto buste plastificate che contengono corrispondenza destinata a una banca e le portano via anche il revolver d'ordinanza - una Beretta calibro 9 corto - per poi fuggire verso il centro di Capannori a bordo i una vecchia Fiat Panda bianca provento di furto. Accade alle 14,15 in via dei Colombini sul retro della filiale della Banca di Pescia Credito Cooperativo a pochi metri dalle abitazioni. Vittima della rapina una guardia giurata dell'istituto Sicuritalia con sede a Pistoia. La donna - 43 anni, residente ad Uzzano - arriva alla guida della Panda dell'istituto di vigilanza. Esce dall'abitacolo e afferra la borsa con la corrispondenza da consegnare infilandoli nell'apposito sportello della cassa continua esterna alla Banca di Pescia. Percorre una cinquantina di metri e mentre sta per portare a termine l'operazione viene bloccata da un individuo che le punta la pistola alla schiena. «Stai zitta, buona e calma» le uniche parole del malvivente pronunciate senza inflessioni dialettali. SECONDI INTERMINABILI Non è solo il bandito. Con lui altri due complici, entrambi con il volto travisato da una calzamaglia. Uno resta in macchina pronto a dare gas al termine della rapina, l'altro si guarda attorno e aiuta il capobanda armato di revolver a legare con un'apposita fascetta di plastica munita di denti zigrinati i polsi della guardia giurata dietro la schiena. Lei, impietrita dal terrore, resta in silenzio e non prova nemmeno a reagire. Sono secondi interminabili. I tre malviventi, forse credendo che quei plichi gialli all'interno della borsa possano contenere del denaro, li prendono e li caricano nella Panda rubata. Poi le sfilano dalla fondina la pistola d'ordinanza: una Beretta calibro 9 corto. «Non ti preoccupare, la buttiamo in un campo più avanti» la tranquillizza quello che appare il leader della gang. A quel punto salgono sull'utilitaria e si allontanano verso via don Aldo Mei. Due ragazzini si accorgono della loro presenza. SCATTA L'ALLARME A dare l'allarme è la stessa guardia giurata. Che riesce a liberarsi del laccetto in plastica che le cinge i polsi, forse difettoso perchè nella fretta applicato al contrario dai malviventi. A piedi percorre un breve tratto e citofona ai carabinieri di Capannori. La fanno entrare e lei racconta la sua disavventura. Dei banditi, nonostante le ricerche, nessuna traccia.
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