Il Tirreno

Lucca

Nelle osservazioni al nuovo strumento urbanistico, Firenze ribadisce anche il divieto di nuova edificazione nelle Utoe già sature

La Regione boccia il maxi-piano di S. Anna

Una veduta della città dall’alto
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Una veduta della città dall’alto

Richiesta ufficiale al Comune di cancellarlo dalla variante al piano strutturale

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LUCCA. La Regione non usa mezzi termini. Il piano attuativo del Parco di S. Anna - appartamenti, negozi, albergo - deve essere cancellato dalla variante al piano strutturale. E non è possibile prevedere nuovi volumi nelle zone (Utoe) dove è già stato superato il limite di edificazione imposto dal piano strutturale vigente. È questa la sostanza delle osservazioni recapitate al Comune.  La posizione dell'assessorato all'urbanistica della Regione è forte. E contrasta con alcune previsioni della variante che ancora non è approvata in via definitiva.  Improbabile che in questo contrasto riesca a spuntarla il Comune. Anche perché, la costruzione di un nuovo quartiere in viale Einaudi - secondo il progetto dell'immobiliare Valore - non sarebbe compatibile con il Pit, i piano di indirizzo territoriale della Regione che costituisce il quadro di riferimento per lo sviluppo dei vari territori. Ponendo l'accento su questo contrasto, la Regione ribadisce al Comune che questo intervento non deve essere riconfermato nella variante straordinaria al regolamento urbanistico. La posizione - simile a quella sostenuta in questi mesi dall'ex forza di maggioranza di Governare Lucca - è espressa in un documento del 21 aprile che sintetizza le osservazioni della Regione alla variante di minima al piano strutturale e al regolamento urbanistico adottata a gennaio dal consiglio comunale. «Si tratta di osservazioni - spiega il capogruppo di GL, Vincenzo Giorgi - non consegnate dall'amminiistrazione ai consiglieri comunali, forse perché sono in linea con le posizioni tenute dalla lista civica e perché sono critiche nei confronti della variante adottata dal Comune». Non a caso - sottolinea Giorgi - la Regione ha evidenziato numerose «carenze ed errori procedurali anche nell'applicazione della normativa statale e regionale in materia di valutazione ambientale strategica (Vas)», con procedure che «presentano carenze e incongruenze» e per questo «sono annullabili per violazione della legge».  Così, nonostante il Tar l'11 maggio abbia respinto la richiesta di sospensiva su questi provvedimenti, Governare Lucca ora si fa forza dell' appoggio (pesante) dell'assessore regionale all'urbanistica, Anna Marson. Infatti, il settore urbanistica della Regione nelle osservazioni ribadisce che le utoe devono contenere le dimensioni massime degli insediamenti e che i piani attuativi che il Comune intende riconfermare con il regolamento urbanistico devono «essere sostenuti e argomentati mediante adeguate valutazioni dei loro effetti sulle risorse del territorio interessate», tutto secondo le direttive, le prescrizioni e le salvaguardie contenute nel Pit. Tanto che si chiede lo stralcio del piano attuativo del Parco di Sant'Anna perché contiene «profili di contrasto con i contenuti della scheda relativa all'ambito di paesaggio allegata al Pit». Per questo «non sussistono elementi a sostegno della riconferma di tale piano». Come non sussistono norme che consentano di prevedere nuovi insediamenti nelle Utoe che hanno già consumato il dimensionamento assegnato dal piano strutturale in vigore. A. P.

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