Italia
In attesa della nuova gara che sarà bandita dalla Regione, il consorzio garantisce i pullman in base a un atto d’obbligo imposto da palazzo Ducale
Trasporto pubblico, maxi-contenzioso
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Una navetta in via CalderiaVaibus reclama un paio di milioni dalla Provincia per il servizio che continua a svolgere
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LUCCA. Contenzioso milionario fra Vaibus e Provincia sul trasporto pubblico. In attesa della gara pluriennale che dovrebbe essere bandita nel 2012 dalla Regione, il consorzio continua a garantire il servizio con un atto di imposizione che palazzo Ducale gli notifica di mese in mese. Ma se Vaibus non può sottrarsi a questo obbligo, per non interrompere un servizio pubblico, può però contestare i conti. La sostanza del contenzioso è proprio questa: secondo Vaibus, il compenso riconosciuto dalla Provincia (un po' meno di 1 milione e 233mila euro al mese) non riesce a coprire i costi del servizio. E quindi il consorzio reclama il pagamento di un conguaglio che, a fine anno, potrebbe raggiungere i 2 milioni. «I conti non sono ancora stati fatti con esattezza - ammette Silvano Simonetti, assessore provinciale al trasporto pubblico - ma la cifra richiesta potrebbe essere proprio questa. Il problema nasce con i tagli dei trasferimenti dallo Stato alle Regioni e dalle Regioni alle province che hanno competenza sul trasporto pubblico. Non avendo certezza di risorse, non abbiamo potuto bandire la gara per rinnovare l'affidamento pluriennale del servizio». Da gennaio, quindi - conferma Simonetti - «il servizio viene prorogato di mese in mese con un atto unilaterale d'obbligo firmato dalla Provincia che paga in base alle condizioni del contratto appena scaduto. Vaibus, però, ritiene che a queste condizioni non sia più possibile effettuare il servizio, visti i costi da sostenere. E, quindi, al pari di altri consorzi e società che gestiscono il trasporto pubblico nelle altre province toscane ha deciso di ricorrere contro gli atti di obbligo». E di chiedere di avere più soldi per il servizio che garantisce nelle more della gara d'appalto «che non sarà più indetta dalle singole Province - riprende Simonetti - ma verrà bandida per tutti dalla Regione. In sostanza, Firenze vuole un gestore unico per il trasporto pubblico in tutta la Toscana». Questo complica la situazione anche da un punto di vista formale «perché le amministrazioni provinciali - spiega Simonetti - devono deliberare il passaggio alla Regione della competenza sul trasporto pubblico per la parte che riguarda l'indizione della gara d'appalto. È necessario un atto di questo tipo perché la gestione di questo servizio è una funzione delegata espressamente alle Province». Al di là delle procedure e delle questioni burocratiche, resta il fatto che il trasporto pubblico rischia di costare molto a palazzo Ducale. «In questa fase di incertezza - conclude l'assessore Simonetti - non è possibile agire diversamente. Quanto meno, la nostra Provincia, che è stata virtuosa e non è mai ricorsa a proroghe del contratto per questo settore, può continuare a imporre il servizio ancora per due anni attraverso l'atto unilaterale d'obbligo. E questo non è un elemento da poco, soprattutto in previsione che possa slittare nel 2012 la gara europea della Regione per trovare il nuovo gestore».
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