Sicurezza
S. Concordio, altro no alla nuova viabilità
Ilaria Bonuccelli Nadia Davini
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I lavori per la nuova viabilità a San Concordio Raccolta di firme contro il piano delle piste ciclabili a senso unico
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LUCCA. Non vogliono le piste ciclabili a senso unico e non protette in via Tofanelli e dintorni. Sono scettici sulla necessità di istituire alcuni sensi unici, in particolare quello in via della Formica perché renderebbe difficoltoso l'accesso alla zona industriale di Mugnano «dove lavorano migliaia di persone». I residenti di San Concordio raccolgono le firme contro il piano delle piste ciclabili elaborato dall'amministrazione comunale e chiedono alla circoscrizione di farsi portavoce del malumore crescente nel quartiere. Luciano Bracciali, presidente della circoscrizione, aspetta che la petizione venga consegnata formalmente per presentare al Comune una serie di osservazioni a questo piano che necessita di modifiche, ma che non deve essere cancellato del tutto». Alcuni interventi - ammette Bracciali - possono anche rivelarsi utili per migliorare la viabilità del quartiere «ma per testarli - insiste - bisogna partire dalle rotonde e non dalle piste ciclabili. La più urgente è la rotatoria fra viale Europa e via Teresa Bandettini, poi ci sono le altre, compresa quella nella zona dell'Esselunga (già finanziata per due terzi proprio dal supermercato, ndr). Prima di cambiare sensi di marcia, istituire sensi unici o realizzare piste ciclabili, oltretutto sprovviste di adeguata protezione, il Comune dovrebbe simulare le rotonde, vedere come funziona il traffico e poi agire di conseguenza». Anche perché - sottolinea Bracciali - il piano del Comune presenta varie incongruenze da eliminare. «Ad esempio ci devono spiegare che senso abbiano le piste ciclabili a senso unico, come quella prevista in via Tofanelli: non consentono alle persone di tornare indietro - osserva Bracciali - e tolgono posti auto utili a negozi e residenti. Il timore della gente, oltretutto, è che restringendo le carreggiate di strade già strette, si peggiori la situazione, favorendo la formazione di code. Poi ci si chiede a che cosa serva istituire un senso unico in via Nottolini, fino a via Ponsicchi, se poi la strada torna a doppio senso fino al sottopasso pedonale». Fra le questioni da chiarire - aggiunge Bracciali - c'è anche «l'utilità di una pista ciclabile che vada verso la passerella sulla ferrovia: come fa la gente a portare la bici in spalla fino a lassù?». Di questi argomenti Bracciali vorrebbe parlare con il sindaco «al quale abbiamo già chiesto un appuntamento, ma non ci è stato ancora fissato». Dopo l'assemblea di martedì, ora la circoscrizione sollecita il sindaco a fissare l'incontro. Per dare risposte ai cittadini. «Le problematiche generate dai nuovi sensi unici e dalle piste ciclabili - sostiene Carla Simonelli, abitante di San Concordio - sono sostanzialmente quattro. Innanzitutto questa nuova viabilità genera maggior inquinamento, sia perchè comporta un rallentamento del traffico in alcune zone e sia perchè per arrivare in alcune vie, quelle cioè dove è stato introdotto il senso unico, occorre fare il giro del quartiere. Inoltre su via Consani, ora a senso unico, non ci sono vie di fuga: questo comporta la creazione di lunghe file senza la possibilità di girare o tornare indietro. Le piste ciclabili, poi, così come sono state concepite, diminuiscono il numero di posti auto disponibili. Gli abitanti di San Concordio, quindi, si trovano a non saper più dove parcheggiare. Infine le piste ciclabili sono a senso unico (la normativa europea, infatti, prevede che per essere a doppio senso la ciclopista sua larga almeno 1,5 metri) e prive di qualsiasi forma di protezione». Da qui la richiesta «che sia rispristinata la situazione precedente, almeno per quanto riguarda l'area fra via Consani, via Passamonti, via della Formica, via Urbicciani, via Tofanelli. Per quanto riguarda via Ungaretti e via Francesconi, invece, sembra che il progetto possa funzionare».
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