La manifestazione
Si dimetta chi ci ha fatto perdere
Ilaria Bonuccelli
Il sindaco Marchetti: «Subito la rottamazione dei vertici del Pdl»
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LUCCA. Il Pdl ha perso le elezioni. Perciò i vertici si dovrebbero rottamare. Quelli locali e quelli regionali «perché il partito lo deve governare chi ha il consenso popolare». L'aveva detto Maurizio Marchetti: dopo il voto avrebbe parlato. E ora parla perché, silurato come candidato antagonista di Stefano Baccelli alla Provincia, è riuscito a farsi rieleggere sindaco di Altopascio e anche a tornare a palazzo Ducale. Questa impresa - ottenere un seggio in Provincia - è riuscita a pochi nel Pdl. A nessuno a Lucca. E ora Marchetti prepara la riscossa. Lei vince quando tutto il Pdl perde. Come lo spiega? «Il Pdl vince dove si governa bene, dove c'è contatto con la gente, dove ci si mette a disposizione del territorio. In Provincia, poi, io ho fatto 5 anni di vera opposizione al centrosinistra. E la gente l'ha capito». Ma non il suo partito che non l'ha candidata per palazzo Ducale. «Il Pdl aveva avanzato il mio nome. Per accettare avevo chiesto un'investitura ufficializzata per tempo da tutta la coalizione. A Natale non c'era ancora l'accordo e io mi sono ritirato». Perché non c'era accordo? «Credo che il mio nome non fosse gradito all'Udc, forse perché quando c'è da attaccare io attacco. Forse non è piaciuto il mio modo di condurre l'opposizione. O forse temevano come avrei condotto la campagna elettorale. Di sicuro non sarei stato morbido: avrei parlato dei flop dei concorsi per la Provincia, degli argini rotti, delle frane. Invece non ho sentito queste cose in campagna elettorale. Forse non dovevano essere dette». E i risultati non sono stati buoni. «Il Pdl ha perso. I numeri lo dicono e non li puoi interpretare più di tanto. Perciò bisogna dare la colpa di questa sconfitta a chi ce l'ha. E anche a chi continua a tenere al suo posto chi è responsabile della disfatta. Nessuno è esente». Si riferisce ai vertici locali e regionali del Pdl? «Prima di fare nomi aspetto qualche giorno. Magari la riflessione sul voto può determinare qualche decisione saggia. Una volta quando iniziavi a far politica ti insegnavano che se perdevi ti dimettevi. Oggi sembra che questo non vada più di moda». E allora? «E allora in vista dei congressi, il partito lo guidi chi ha il consenso popolare. Intendiamoci: nessuno deve essere mandato via. Non è detto che chi non ha il consenso non debba fare politica. Solo che deve farla dalle retrovie. Deve lasciare le prime file agli altri». Si candida? «Io sono già nel direttivo provinciale. E conoscendolo dall'interno so di che cosa sto parlando. In vista delle comunali di Lucca si dovrebbe iniziare subito una campagna di rottamazione dei vertici, se non si vuole continuare a perdere».
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