Proteste
Il patron della Buca chef alla Reggia di Venaria
Pacini ambasciatore della cucina lucchese
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Da sinistra, Giuliano Pacini 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. La minestra di farro, per l'occasione arricchita da un gambero avvolto nel lardo di Colonnata, è stato il piatto simbolo della Lucchesia, presentato alla gran cena, con seicento commensali, organizzata alla Reggia di Venaria, in Piemonte. Un evento - quest'anno dedicato ai 150 anni dell'Unità d'Italia - con cui la Fipe (federazione italiana pubblici esercizi) rimarca l'importanza del turismo enogastronomico nell'economia complessiva delle città italiane. Un dato che cresce, anche in Lucchesia, grazie alla professionalità e alla bravura dei ristoratori. Per la cena di maggio alla Reggia di Venaria, rappresentativa della Toscana e delle sue specialità, la Fipe ha dato incarico a due dei migliori chef di questa regione: Giuliano Pacini della Buca di Sant'Antonio a Lucca e Annie Feolde dell'enoteca Pinchiorri di Firenze. Annie ha scelto come secondo il famoso peposo dell'Impruneta, mentre Giuliano Pacini ha puntato sul farro con il gambero. Ovviamente - racconta il titolare e chef della Buca - non è mancato l'olio lucchese, e una rassegna dei nostri vini migliori. Alla cena c'erano politici e persone dello spettacolo, tra cui l'ex Miss Italia Cristina Chiabotto, anche l'ex direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce». Pacini, con Annie Feolde, ambasciatore enogastronomico della Toscana, sottolinea come «il turismo enogastronomico sia divenuto così importante da aiutarci a fronteggiare la crisi generale. Ormai il turista non sceglie una città solo per i suoi monumenti, ma anche per i piatti che può gustare. E noi ristoratori dobbiamo continuare a cucinare con i nostri prodotti». A domandargli se un evento come quello della Reggia di Venaria potrebbe essere organizzato anche in città, Pacini non esclude niente. «Le nostre pentole sono sempre in ebollizione», è la sua risposta. Alla cena era presente anche l'assessore regionale al turismo Cristina Scaletti. «Il turismo enogastronomico è capace di grandi numeri e di crescere nel giro di poco tempo. E la Toscana spicca tra le top destination del turismo enogastronomico. Sono almeno 3 milioni i turisti italiani e 2,6 milioni quelli stranieri che nel loro viaggio in Toscana cercano opportunità enogastronomiche», è il suo commento. B.A.
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