Il Tirreno

Lucca

Baccelli indica la via per vincere

Marco Innocenti
Baccelli portato in trionfo dai sostenitori
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Baccelli portato in trionfo dai sostenitori

«Uniti e vicini alla gente possiamo battere il centrodestra in crisi»

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 LUCCA. Stefano Baccelli confermato al primo turno alla guida della Provincia con un 54,9% che supera sondaggi e aspettative; Paolo Fantoni che respinge a Piazza al Serchio l'assalto, temuto, da parte di Lia Pierami Nobili; Francesco Angelini che mantiene al centrosinistra il governo di Pieve Fosciana nonostante il riaffacciarsi sulla scena, per il centrodestra, di Antonio Tognarelli, più volte sindaco nel passato. Soltanto Maurizio Marchetti tiene alta la bandiera del centrodestra ad Altopascio, dove torna a fare il sindaco per la quarta volta e dove riceve una messe di voti per tornare anche in consiglio provinciale.  Per il Pdl la batosta è davvero pesante, soprattutto a Lucca. Tanto evidente e bruciante che anche Gabriele Brunini indica tra le cause della sua sconfitta nella corsa alla guida di Palazzo Ducale lo scarso sostegno avuto a Lucca, dove il Pdl e la giunta Favilla pagano - forse oltre il previsto - le divisioni e il tutto contro tutti dell'ultimo anno e mezzo. E anche l'insoddisfazione dell'elettorato per le tante promesse non mantenute e l'impressione che si guardi più all'interesse dei grandi gruppi che alle esigenze - in certi casi drammatiche - dei semplici cittadini.  A meno di un anno dalle elezioni comunali l'esito del voto per le provinciali fa quindi scattare l'allarme rosso nel centrodestra, dove è da tempo in atto un regolamento dei conti strisciante che ora potrebbe diventare manifesto.  Prima del voto di domenica e di ieri se ne dicevano di tutti i colori tra le forze della coalizione che sosteneva Brunini.  Anche che c'era l'ordine di non votare Pdl, ma solo il candidato o un altro partito del centrodestra, pur di rendere evidente il crollo di fiducia nei confronti non solo del sindaco Mauro Favilla e della sua giunta, ma anche di quello che è rimasto del Pdl e dei suoi vertici.  Anche che in caso di sconfitta si sarebbe concretizzata la candidatura del ministro Altero Matteoli come sindaco di Lucca, al posto della conferma di Favilla che, in ogni caso, buona parte del Pdl pare aver messo da tempo in rampa di lancio. Lo confermano non supposizioni, ma atti e atteggiamenti in consiglio comunale e fuori, non ultime le durissime lettere scritte a Favilla dall'assessore Letizia Bandoni sul bilancio, il Giglio e la cultura. Per non dire delle affermazioni molto nette dei vertici regionali del partito nella recente convention in S. Romano.  Pochi nel centrodestra credono che in un quadro del genere (allarmano i dati del crollo di cui parliamo nelle pagine successive) il Pdl possa far finta che niente sia successo e cresce la componente che insiste per rimettere le sorti del partito e della coalizione per le comunali del 2013 nelle mani non di Altero Matteoli, ma proprio di quel Pietro Fazzi cacciato dalla sua maggioranza a metà del secondo mandato, espulso dal partito da Sandro Bondi per le accuse rivolte dall'allora sindaco al presidente del Senato Marcello Pera e poi riammesso con il beneplacito del ministro Matteoli.  Intanto Stefano Baccelli si gode il successo di una conferma che forse nemmeno lui sperava così netta. E si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa, indicando come esempio da seguire per il centrosinistra la sua capacità di aggregare e unire e il buongoverno della sua amministrazione. Parole pronunciate in piazza (si può vedere il filmato nel nostro sito) davanti ai supporters festanti che condividevano una per una le critiche a quanti, nel centrosinistra, pensano solo a scontarsi e a dividersi spaccando il capello in quattro. Un monito che dovrebbe far riflettere anche i vertici del Pd e di tutti gli altri alleati della coalizione che tra pochi mesi cercherà di togliere al centrodestra la guida del Comune. Non è più tempo di manovre dietro le quinte: anche il centrosinistra deve indicare - subito - il metodo per la scelta del candidato, i programmi e le alleanze. Attese, giochetti, incertezze avrebbero come unico risultato quello di ridare fiato e tempo per riorganizzarsi a un centrodestra stordito dallo schiaffo preso ieri.

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