Il Tirreno

Lucca

Negozi e appartamenti con le Dia

Negozi e appartamenti con le Dia

Il Comune trasforma gli atti "irregolari" in permesso a costruire

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LUCCA. Hanno iniziato i lavori con una Dia, una dichiarazione di inizio attività. Ma per ricavare appartamenti e uffici in un fabbricato di via Pubblici Macelli, la società Sil Domos srl - specializzata nella valorizzazione del patrimonio immobiliare - avrebbe dovuto chiedere un permesso a costruire al Comune. Per regolarizzare la situazione, ora dovrà pagare.  La srl, infatti, dovrà versare un (eventuale) conguaglio per oneri di urbanizzazione e costo di costruzione.  In questo modo viene definito un iter complicato che avrebbe potuto trasformare un'operazione immobiliare in un nuovo contenzioso per la pubblica amministrazione. La vicenda parte a gennaio: il 17 il Comune informa la srl lucchese (partecipata da un'importante società fiorentina di organizzazione aziendale e revisione contabile, la Fiduciaria europea spa) che è stato avviato il procedimento «per l'accertamento dell'eventuale illegittimità o irregolarità delle Dia, ritenute titoli edilizi inidonei ad autorizzare l'esecuzione dei lavori sul fabbricato di via dei Pubblici macelli». La ragione di questo procedimento - spiega il Comune - «stava nella natura dei lavori di ristrutturazione denunciati i quali, pur conformi alle previsioni del regolamento urbanistico, risultano verosimilmente qualificabili più come "sostituzione edilizia" che come mera ristrutturazione, con la conseguenza che il loro titolo autorizzativo doveva essere - secondo l'ordinamento regionale (che in questo diverge dal Testo unico dell'edilizia) - il permesso di costruire e non la denuncia di inizio dell'attività».  Il 2 febbraio e poi il 6 aprile la società invia le deduzioni al Comune per ribadire la legittimità e regolarità delle Dia per il tipo di intervento in corso d'opera. L'amministrazione, tuttavia, ribadisce che «la completa rivisitazione del fabbricato preesistente, sia pure in mancanza della sua integrale demolizione, determina un intervento di sostituzione edilizia che in Toscana è soggetto a permesso a costruire». Da qui la conclusione che le Dia siano «titoli edilizi inidonei ad autorizzare gli interventi ai quali si riferiscono». Dal canto suo, però, la società fa presente che non esistono le condizioni per l'annullamento, visto che si interviene su Dia presentate da molto tempo e che molto tempo è anche già trascorso dall'inizio dei lavori. Il Comune riconosce la validità di questa osservazione e del fatto che l'intervento in corso «non solo non offende l'interesse pubblico (riqualificando un edificio da recuperare) ma anzi più propriamente lo soddisfa, risultando la ristrutturazione del fabbricato di via dei Pubblici un obiettivo dello strumento urbanistico».  La conclusione, quindi, è che le due Dia alla base della ristrutturazione in corso in via Pubblici macelli vengono trasformate in permesso a costruire e relativa variante». Infatti - sottolinea il Comune - pur «formalmente inidonee ad asseverare i lavori ai quali si riferiscono, non hanno consentito alla Sil Domos di ottenere vantaggi sostanziali in termini di documenti da allegare, elaborazioni progettuali e così via». Perciò si riconosce solo la natura «formale» del vizio degli atti. Vizio che verrà sanato, appunto, pagando un eventuale conguaglio sugli oneri, da definire con un nuovo atto del Comune.

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