Gioco
Resta alla Pia Casa, il suo appartamento a un altro assegnatario
Lascia l'alloggio mentre fanno i lavori, ma poi il Comune non glielo ridà
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La Pia Casa (Vip) 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Lo hanno "parcheggiato" alla Pia casa per il tempo necessario a ristrutturare l'alloggio popolare a San Vito. Con la promessa di rimetterlo in casa non appena i lavori fossero stati ultimati. Invece, a distanza di un anno, Giulio Bugliani è ancora nella casa di riposo del centro storico e il Comune ha assegnato il "suo" alloggio a un altro inquilino. Il pensionato, ovviamente, non è in mezzo alla strada. E il Comune lo assiste alla Pia Casa, visto che Bugliani ha solo la pensione sociale di poco più di 200 euro al mese. Ma ora vorrebbe rientrare nell'appartamento di San Vito: camera, cucina e bagno «ma sempre meglio della sola stanza da letto che ho alla Pia Casa». In un certo senso, l'inquilino si sente defraudato dal Comune perché il 17 marzo dell'anno scorso, quando ha acconsentito a lasciare l'abitazione di viale Corsica, ha sottoscritto un accordo con l'amministrazione per rientrare, quanto prima, nell'alloggio che gli era stato assegnato. Infatti, nel documento sottoscritto anche dall'assessore al sociale Angelo Monticelli si legge: «Si prevede l'accoglienza del signor Bugliani alla Pisa Casa per il periodo necessario allo svolgimento dei lavori di ristrutturazione e risanamento dell'alloggio. Questa sistemazione è stata decisa in considerazione dell'assenza di figure parentali in grado di dare ospitalità e considerata la situazione economico-sociale dell'interessato. Al termine dei lavori è convenuta la possibilità per il signor Bugliani di rientrare a pieno titolo nell'alloggio oggetto di ristrutturazione». Questo, invece, non è accaduto. I lavori sono stati ultimati, ma l'appartamento è stato assegnato a un'altra famiglia di tre persone. «Non credo - attacca Bugliani - che questo sia giusto, visto l'accordo sottoscritto. Ma se proprio il Comune non mi vuole restituire il mio vecchio alloggio, allora potrebbe sistemarmi a San Filippo, in un appartamento vicino a quello di una mia nipote che potrebbe assistermi in caso di necessità. Non capisco perché mi si continui a tenere alla Pia casa dove non godo della libertà e dell'indipendenza che avevo quando stavo da solo». Il Comune è al corrente di questa situazione. E conferma di aver affidato l'alloggio dove prima risiedeva Bugliani a un altro inquilino. Tuttavia, l'assessore (e oggi vicesindaco) Monticelli precisa: «Siamo al corrente della situazione di questa persona che viene assistita credo nel migliore dei modi nella residenza assistita. Esiste l'accordo al quale faceva cenno, ma a nostro avviso (e ad avviso degli uffici dei servizi sociali) in questo momento, Bugliani non è completamente autosufficiente. Ecco perché la sistemazione alla Pia Casa appare la più consona alle sue condizioni». In ogni caso - aggiunge Monticelli - «vaglieremo, comunque, la possibilità di trovargli eventualmente un alloggio vicino alla nipote, se riterremo che questa sia la migliore soluzione per lui. Deve essere chiaro, però, che l'amministrazione non l'ha mai abbandonato e che, semmai, cerca di assisterlo nel migliore dei modi».
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