Il Tirreno

Lucca

I genitori di Tempagnano e Picciorana

«Altro stop per il progetto delle scuole dell'infanzia»

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 LUCCA. Ancora uno stop al progetto per le scuole dell'infanzia di Tempagnano e Picciorana e riparte la protesta dei genitori.  «Per i nostri bambini - dicono - sembra che la situazione di disagio in cui hanno vissuto fino ad ora si possa ripresentare a settembre e per un tempo indefinito. Percepiamo incerto il destino della nuova scuola che dovrebbe essere costruita a San Vito, adiacente al plesso Donatelli, come struttura per ospitare gli alunni della materna di Tempagnano».  In questi mesi, a giudizio dei genitori, il progetto per la nuova scuola «è rimasto nei cassetti degli uffici preposti o per mancanza di fondi per essere attuato o per impedimenti burocratici, gare d'appalto rimandate e poi ancora posticipate, scadenze non rispettate. L'unica cosa certa, in tutta questa vicenda, era il progetto di una scuola nuova, all'avanguardia ed ecosostenibile, più volte visionato anche da noi genitori».  Il problema per cui non partivano i lavori o si posticipava la gara d'appalto, ricordano i genitori di Tempagnano e Picciorana, sembrava fossero i finanziamenti.  Ora ci sono le risorse necessarie per la costruzione della scuola e il Comune ha più volte garantito lo stanziamento dei fondi, ma ancora non si procede.  «La scadenza individuata per una prima fase istruttoria, per l'avvio dei lavori e delle gare d'appalto, era stata stabilita per fine marzo.  «Quasi due mesi sono trascorsi - aggiungono i genitori -, ancora le gare non sono state indette e quindi il progetto è fermo.  «Il Genio civile, nelle sue competenze e prassi di esaminare i progetti di edificazione o ristrutturazione di edifici scolastici pubblici, ha bloccato il progetto in quanto carente in alcune parti strutturali fondamentali. Quindi l'ufficio tecnico incaricato comunale dovrà fare le apposite modifiche e ripresentarlo.  «Noi genitori staremo con le dita incrociate nella speranza che tutto sia conforme alle norme previste in materia e non subisca ulteriori ritardi nella presentazione della gara d'appalto».  I genitori, amareggiati e sfiduciati, si chiedono quindi di chi sia «la responsabilità dei ritardi e dei rinvii in questa fondamentale fase di avvio del procedimento per la realizzazione del progetto. Come mai il Genio civile ha bloccato il progetto?».

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