Attenzione
C'è un compratore per il Corsonna
Barbara Antoni
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Da sinistra Enrico Rossi con lassessore provinciale Francesco Bambini Per gli 89 addetti di Castelvecchio ci sono buone prospettive di mantenere il posto
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BARGA. Sembrava segnato e irreversibile il destino dei 150 dipendenti dei due stabilimenti di casa Marcucci, lo scatolificio Corsonna di Castelvecchio Pascoli (89 addetti) e la cartiera Bientina di Bientina (59). Tantopiù segnato specialmente dopo che aveva dato forfait l'unica società che si era proposta per rilevarli entrambi. L'intervento della task force economia della Regione - un gruppo di "salvamento" per le aziende in crisi voluto dall'attuale governatore Enrico Rossi -, adesso, potrebbe avere invertito la rotta. La notizia arriva dritta da Palazzo Ducale, dove tutte le parti sociali e gli enti pubblici interessati alla sorte dei due stabilimenti ieri pomeriggio sono riuniti al gran completo con lo stesso Rossi. Appena uscita delegazione della Slc Cgil guidata da Fabio Graziani con la Rsu dei lavoratori al seguito, in sala giunta sono schierati Rossi, gli assessori provinciali alle politiche del lavoro Gabriella Pedreschi e Francesco Bambini (sviluppo economico) di Lucca e Anna Romei di Pisa, il sindaco di Barga Marco Bonini e Angelo Rosi, esperto di crisi aziendali che coordina la task force. La notizia è che la Regione, sollecitata da enti pubblici e forze sociali, ha individuato una società che potrebbe essere seriamente interessata a rilevare sia il Corsonna che il Bientina. L'ha individuata in extremis, dal momento che le due aziende - con le lavorazioni ferme da settimane - si trovavano in regime di concordato preventivo e i giorni che separavano le società dalla consegna dei libri in tribunale erano ormai pochissimi, roba di una settimana non di più. Per questo, annuncia Rosi, i tempi per concludere la vicenda e il subentro della nuova proprietà dovranno essere brevissimi. «Oggi - aggiunge l'esperto di crisi aziendali - abbiamo gettato le fondamenta e identificato la procedura per gestire la transizione da una azienda all'altra». Ovviamente c'è il massimo riserbo sul nome della società in odore di subentro. Trapela soltanto, ad oggi, che è italiana, con sede nel nord della Toscana al confine con un'altra regione, è che è già attiva anche nel settore della produzione di carta e cartone. «Adesso - dice Bambini - stiamo lavorando per far riprendere l'attività produttiva nei due stabilimenti. È importante che queste aziende rimangano sul mercato, per favorire il subentro del nuovo imprenditore». È possibile che l'avvicendamento nella proprietà porti con sé alcuni «sacrifici occupazionali», meglio definiti tagli al personale. Come, quanto e quali figure è ancora troppo presto per dirlo: di certo c'è che il subentro della nuova proprietà partirà da un nuovo piano industriale che dovrà tenere conto di vari elementi, in base anche alle prospettive di nuove e vecchie clientele. «L'importante per noi era riaprire - dice Bonini -, a fronte di una situazione che sembrava ormai precipitare, l'interessamento del presidente della Regione ha permesso di riaprire la trattativa». Per i due stabilimenti, la parabola discendente è partita a inizio 2011, con una crisi finanziaria e di mercato. Poi la proprietà ha manifestato l'intenzione di venderli entrambi; in aprile è stata aperta la procedura di concordato. La Regione interverrà con la nuova proprietà anche attraverso Fidi Toscana, per crediti a supporto delle crisi aziendali.
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