Il Tirreno

Lucca

Molti docenti sono contrati ai quiz Invalsi, ma i presidi tirano dritto

Protesta contro i test di valutazione

Nadia Davini

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 LUCCA. Prove Invalsi: la protesta continua, ma i test vengono ugualmente sottoposti agli alunni. Anche nelle scuole dove il collegio dei docenti ha deliberato la "non adesione" ai quiz dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo, contestati dai sindacati Cobas e Cgil e dagli insegnanti come «improprio metro di giustizio». E si acuisce la polemica sull'iniziativa.  Nonostante le decisioni del collegio dei docenti e il clima di contestazione generalizzata, che, in molti istituti della provincia (l'Itc Carrara, l'Artistico, l'Isi Civitali, l'Iti Fermi, il 6º circolo didattico; lo scientifico di Capannori e l'Itcg di Porcari, l'istituto comprensivo di Borgo a Mozzano) ha visto gli insegnanti tentare di opporsi al loro utilizzo come «somministratori delle prove» e i presidi rispondere con perentori ordini di servizio, pena la denuncia per interruzione di pubblico servizio, i test sono partiti già da diversi giorni nelle scuole elementari, medie e superiori e termineranno oggi.  «Molti collegi dei docenti - spiega Rino Capasso, segretario Cobas - hanno deliberato a maggioranza o all'unanimità la non adesione e la non disponibilità alla somministrazione delle prove. Questa decisione non è stata minimamente ascoltata dai dirgenti scolastici, che, di fatto, hanno obbligato gli insegnanti a somministrare le prove. Il dirigente si può arrogare il diritto di decidere se una materia rientra o meno nelle prerogative del Collegio? I dirigenti scolastici stanno facendo questo, anche se ciò è illegittimo».  I quiz Invalsi riescono a velocizzare i tempi di correzione, a impostare lo studio da un punto di vista meramente nozionistico e non critico e a non perdere troppo tempo per ogni singola materia di studio. «È un sistema superficiale - continua Capasso - di dequalificazione dell'istruzione. I ragazzi vengono addestrati a una preparazione superficiale, veloce, fragile. Perfettamente in linea con le decisioni governative di tagliare drasticamente il numero dei docenti, a fronte di un aumento del numero degli alunni per classe. Il docente che vede che i suoi studenti non sanno rispondere ai quiz (ma magari sono capaci di sviluppare analisi) adatterà la propria programmazione ai quiz, indipendentemente dalle caratteristiche dei propri alunni».  La protesta non finisce oggi: per il 14 e 15 giugno è previsto lo sciopero degli scrutini da parte degli insegnanti.

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