La manifestazione
Primi sconti nelle vetrine
B.A.
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Shopping nel centro storico (archivio) Riduzioni anche fino al 30 per cento sull'abbigliamento
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LUCCA. Sconti su articoli "selezionati", anche fino al trenta per cento sulle collezioni estive. E promozioni varie, stile - tanto per citare alcuni esempi che si vedono sulle vetrine del centro - "fai la tessera e i prezzi si abbassano del venti per cento". Il messaggio non è così subliminale: nemmeno a metà maggio i ribassi sono iniziati. Ad offrire le occasioni sono tanto i punti vendita di alcune note catene di abbigliamento in franchising come negozi privati, sempre di abbigliamento, soprattutto femminile e per bambini. E colpische che il numero degli esercizi che si lanciano in iniziative di questo genere cresca di giorno in giorno nelle strade più votate allo shopping del centro storico. Non è la prima volta che il periodo dei saldi e delle promozioni della stagione avanzata viene precorso da sconti e ribassi vari, ma quest'anno i tempi sembrano più precoci del solito. «Un po' precoci infatti - è del parere il presidente del consorzio centro commerciale naturale del centro storico di Ascom Federico Lanza -. Ma di nuovo non c'è nulla. Ritengo che se chi ricorre a queste misure ne avesse un riscontro risolutivo, non le ripeterebbe negli anni». Secondo Lanza, il risultato è l'esatto contrario, e cioè che «queste iniziative non sono risolutive. Chi le adotta è mosso da necessità. Abbassare i prezzi con troppo anticipo non contribuisce a risolvere una situazione di scarse vendite. Oltretutto è un modo di fare che non trovo corretto dal punto di vista commerciale. E non è vantaggioso per il cliente: finisce che in alcuni negozi, senza promozioni, non c'è nessuno che compra. Ribassi e sconti troppo anticipati fanno parte di un sistema malato di intendere il commercio», aggiunge. Ma se da una parte si nota l'inclinazione di più negozi a praticare sconti "mascherati" (e anticipati), dall'altra c'è un'ulteriore tendenza che si registra in crescita: l'orario continuato. La pausa pranzo - nei negozi del pieno centro storico - scompare progressivamente. «In effetti sono cresciuti parecchio i negozi che lavorano non stop - commenta Lanza -. Un sacrificio sia per i dipendenti che i proprietari dei negozi. Ma bisogna cogliere l'occasione di una soddisfacente presenza di turisti in città, che possono trasformarsi in acquirenti».
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