Finanza
Tantissimi giovani ai funerali di Matteo e Dario, le vittime dellincidente sulla via Pesciatina
Un addio tra le lacrime
Luca Tronchetti
◗
Il sagrato della chiesa invaso dai fedeli L'abbraccio commosso tra i genitori dei due ragazzi di Gragnano
3 MINUTI DI LETTURA
SEGROMIGNO IN PIANO. Mamma Angela siede accanto alla bara del suo Matteo, accarezza le rose bianche della corona che avvolge il feretro e bacia i petali come avrebbe fatto con il suo ragazzo. Mamma Anna impietrita dal dolore nella panca di fronte all'altare stringe al petto la foto del suo Dario. Dal suo posto fissa intensamente quel legno di mogano chiaro con il marito che le cinge le spalle: un modo per confortarsi e sorreggersi a vicenda. È la sofferenza, una ferita profonda che non le lascerà per tutta la vita, a renderle perfettamente uguali nel momento più difficile delle loro esistenze: quello del distacco dalle loro creature. I volti delle due mamme bagnati da mille lacrime si stagliano nella moltitudine di fedeli che riempiono in un istante la chiesa di Segromigno in Piano dedicata alla Vergine del Dolore. Non ci sono soltanto parenti, amici e semplici conoscenti di Matteo Bianchi, 22 anni e Dario Martinelli di 25, i ragazzi morti nel terribile schianto di sabato notte sulla via Pesciatina vicino a Borgonuovo. Il paese di Gragnano - che non ha potuto celebrare i funerali dei due suoi figli per i lavori di ristrutturazione all'interno della chiesa - si è trasferito nella frazione vicina. Ma la eco della terribile tragedia ha mosso un fiume di persone: da Lappato a San Colombano, da San Gennaro a Segromigno sino a Porcari presente anche con il labaro della Croce Verde. Gente di tutte le età con la voce rotta dall'emozione e il fazzoletto in mano pronto all'uso appena gli occhi si velano di lacrime. Ma soprattutto tanti, tantissimi giovani. Increduli e sgomenti di di fronte a una morte assurda e imprevedibile. Una ventina di ragazzi - gli amici del pub e degli spensierati sabato sera - indossa fruit bianche con le foto di Matteo e Dario stampate sul petto e dietro la schiena un personalissimo ricordo: «Non vi dimenticheremo mai», «Diciotto anni per trovarsi, una curva per perdervi», «Addio amici». Dietro ai feretri ci sono i genitori e i fratelli di Dario e Matteo. Appena don Emilio Citti, il parroco di Gragnano, inizia a parlare cala il silenzio interrotto dai canti liturgici. Il sacerdote - coadiuvato nella funzione da altri tre parroci delle frazioni vicine - si rivolge alle famiglie e ai tanti giovani leggendo una lettera dell'arcivescovo Italo Castellani sull'importanza del valore della vita e sull'inutilità degli eccessi capaci di provocare soltanto lutti e disperazione. «Tra qualche anno questo giorno resterà un ricordo sbiadito - dice il prete durante l'omelia - ma per i genitori, i fratelli, i parenti questa data resterà scolpita per sempre come se le lancette della vita si fossero spezzate. Di fronte a vicende come questa soltanto la fede può aiutarci a darci la forza per andare avanti». Al termine della preghiera dei fedeli, Marco Bianchi, il papà di Matteo, si dirige verso Vittorio, 71 anni, padre di Dario e da tempo ammalato. Si stringono le mani scambiandosi la pace. È il segnale. Gli altri fratelli di Dario - Mauro, Walter e Lidia - si dirigono verso la panca alla destra dell'altare maggiore e vanno a confortare Lavinia, la sorella maggiore di Matteo. Ma il momento più toccante arriva subito dopo. Alessandro, 15 anni, il fratellino di Matteo sino a quel momento accarezzato amorevolmente dalla sorella, smette di piangere e si avvicina svelto alla panca dov'è seduto Danny, l'adorato nipote di Dario. L'abbraccio è tenero e spontaneo. È la vita che vince sulla morte e lascia la speranza del futuro. È passata un'ora: l'odore dell'incenso e la benedizione delle bare chiude un pomeriggio straziante che culmina con gli applausi spontanei della moltitudine che attende fuori dalla chiesa. I feretri si dividono: quello di Matteo andrà a Livorno per la cremazione, quello di Dario al cimitero di Gragnano per la tumulazione. L'amicizia, quella vera, resterà per sempre.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
