La manifestazione
Possiamo dare una svolta al paese
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Il municipio e Matteo Tori candidato della lista LiberaltopascioMatteo Tori di Liberaltopascio punta su trasparenza e rinnovamento
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ALTOPASCIO. La politica come patrimonio dei cittadini e come un mezzo, non un fine, per assicurare a tutti una migliore qualità della vita. È da qui che nascono la candidatura di Giovanni Matteo Tori e la lista civica Liberaltopascio che lo sostiene. «Persone perbene e semplici - sostiene il candidato sindaco - che non hanno mai fatto politica e vogliono veramente cambiare il paese di Altopascio». Lei punta molto sulla trasparenza e sul rinnovamento perché - dice - bisogna cambiare completamente il modo di governare ad Altopascio. In cosa ha fallito il centrodestra? «Sono mancate la coerenza, la trasparenza, la correttezza amministrativa e la partecipazione della gente alla vita pubblica. Non ha fatto le riforme necessarie e ha favorito poche persone dimenticandosi della maggioranza dei cittadini». Scendiamo più nel dettaglio. Cosa non va negli strumenti urbanistici adottati dal Comune in questi anni? «Sono troppo vecchi. Abbiamo ancora vigente il piano regolatore generale e i regolamenti che risalgono al lontano 1988. Il nuovo piano strutturale è stato approvato nel 2008 e il regolamento urbanistico, attuativo del piano strutturale, da pochi giorni. In questi anni si è consumato troppo terreno senza creare nuove aree a verde. È stata distrutta soprattutto la memoria storica della nostra società, rappresentata dalle corti e dalle zone agricole. La variante al vecchio piano che risale al 1997 non è andata incontro alle esigenze della gente, ma è stato un formidabile strumento finanziario per il Comune, fonte di guadagno per pochi e causa di svantaggi economici, danni ambientali e peggioramento della qualità della vita per la maggioranza degli altopascesi. Attualmente delle migliaia di case prodotte dal vecchio piano ce ne sono ben 700/900 invendute». Quali le priorità in campo urbanistico? «Sono tante e nuove. Faccio solo l'elenco delle più importanti: riordino delle zone edificate negli ultimi anni; recupero dei fabbricati esistenti; riduzione delle aree di nuova edificazione; separazione netta fra zone residenziali e zone produttive; giusto equilibrio, all'interno delle nuove aree, fra quello che che si può costruire e quello che si deve conservare a verde; conservazione delle aree agricole, considerandole non solo come zone da edificare, ma come spazi di verde che concorrono a migliorare la qualità della vita e la salute della gente; risanamento dell'area attualmente occupata dal dismesso inceneritore e dal vecchio molino S. Iacopo; riqualificazione delle frazioni; riordino della viabilità interna e risoluzione della viabilità esterna». In materia di sicurezza, non crede che la tenenza dei carabinieri sia una conquista? «La tenenza va benissimo, solo che ci vorranno tempi lunghi perché si concluda l'iter di approvazione al ministero. Ci sono invece continue richieste di sicurezza che debbono trovare risposte immediate. Per questo motivo nel nostro programma abbiamo previsto l'istituzione del vigile di frazione, un coordinamento provinciale fra tutte le forze di polizia e il potenziamento degli strumenti di videosorveglianza. Tutto questo non basterà se non lavoriamo ad un maggior integrazione e non limitiamo la crescita numerica degli abitanti di Altopascio». Quali sono le emergenze ambientali? «Sono rappresentate soprattutto dall'area attualmente occupate dal vecchio inceneritore e dalle ceneri. È presente anche una discarica autorizzata di rifiuti speciali e il vecchio molino». Su cosa punterebbe per attirare il turismo? «È necessario valorizzare il lago di Sibolla in modo tale che possa essere utilizzato per favorire un turismo scolastico-scientifico. È opportuno migliorare il decoro urbano e la segnaletica turistica ormai obsoleta. È fondamentale assicurare una maggior pulizia e manutenzione del territorio. Il turismo non può bastare a garantire l'occupazione e le entrate del Comune. Bisogna far rinascere il centro di Altopascio come occasione di incontri commerciali e culturali». Lei chiede la chiusura della società Altopascio Servizi. Perché? «Altopascio Servizi non serve a niente. È nata solo per aggirare il patto di stabilità ed aumentare l'indebitamento del Comune. Ha un debito di 3.800.000 euro che però paga il Comune perché la società non è in grado di garantire con le entrate il pagamento delle rate di ammortamento del mutuo stipulato con la Cariprato. È indispensabile chiuderla per non indebitare ulteriormente il Comune. Se vogliamo continuare ad investire bisogna ridurre le spese correnti».
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