Sicurezza
Ceccarelli (Udc) dice no ad archiviazioni frettolose
«Evitabile la morte nella cava ci sono sistemi anti-fulmini»
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La cava Tonarelli 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. «Le morti sul lavoro non possono essere "archiviate" frettolosamente». Lo sostiene Gaetano Ceccarelli, presidente provinciale dell'Udc, che spiega: «Mi riferisco a recenti affermazioni a commento del decesso del lavoratore Romeo Togneri, avvenuto il 4 maggio in una cava a causa di un fulmine, che l'hanno definita come una tragica fatalità». No, dice Ceccarelli, non è così. E non è così, aggiunge, che si deve affrontare la questione. Perché, afferma il segretario dell'Udc, ci sono sistemi per evitare simili tragedie. «A mio avviso, pur considerando le particolari caratteristiche dell'evento, non deve passare assolutamente il messaggio che le morti in cava o in ambienti similari dovute a fulmini siano da considerarsi solo e semplicemnte delle tragiche fatalità e classificabili come tali, fra gli eventi imprevedibili dalle conseguenze inevitabili - afferma Ceccarelli -. Questo per rispetto al lavoratore deceduto e alle diverse centinaia di lavoratori lucchesi che si trovano quotidianamente ad operare nelle cave in condizioni di rischio elevato». Ceccarelli ricordare sull'argomento alcuni aspetti. «Che la tecnologia - spiega - oggi mette a disposizione delle particolari apparecchiature, chiamate "rilevatori elettronici di fulmini a distanza", peraltro non particolarmente costosi (circa mille euro), le quali possono avvertire dell'approssimarsi di un temporale. «Tali accorgimenti, unitamente all'adozione di corrette procedure di lavoro, possono scongiurare il rischio di essere colpiti da quegli eventi atmosferici che hanno causato la morte dell'operaio Togneri. Credo sia necessario svolgere ulteriori approfondimenti e valutazioni» conclude Ceccarelli.
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