Lutto
Poteva sfondare nel calcio ma un infortunio lo aveva fermato
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Il punto del tragico impatto 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. La malattia e la prematura scomparsa del suo datore di lavoro - Ranieri Lavorini, 52 anni, titolare di un'autocarrozzeria a Gragnano - l'avevano costretto a cercare una nuova occupazione e nel frattempo aiutava la mamma nell'edicola vicina alle scuole medie di Camigliano. Matteo Bianchi, 22 anni, licenza media e un solo anno all'istituto professionale Giorgi, era un ragazzo allegro e solare. Lo ricorda lo zio Angelo Guidotti: «Da me aveva preso la passione per il calcio. - racconta commosso - Era un bravo attaccante e dopo la trafila nelle giovanili del Lammari Mario Micheli si stava facendo apprezzare nel Massa Macinaia prima che un infortunio al ginocchio lo costringesse a smettere. Un ragazzo buono e generoso che aiutava mia sorella nel lavoro all'edicola in attesa di poter tornare a fare il meccanico. Della tragedia lo abbiamo appreso dai suo amici poco dopo l'incidente. È una mazzata tremenda, non sarà facile riprenderci». Matteo lascia il papà Marco Bianchi, dipendente dell'Ascit, la mamma Angela Guidotti che gestisce assieme alla cognata l'edicola di fronte al bar Olimpico a Camigliano e i fratelli Lavinia, 27 anni, segretaria nello studio medico legale del dottor Stefano Pierotti e Alessandro, 15 anni, che frequenta la prima media a Camigliano. Proprio il medico legale Stefano Pierotti - avvertito della tragedia dalla sorella di Matteo - è stato incaricato dal sostituto procuratore Elena Leone di effettuare stamani il riscontro diagnostico all'obitorio del Campo di Marte. Subito dopo il magistrato darà il nullaosta per i funerali. L.T.
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