Il Tirreno

Lucca

Muoiono due giovani nello scontro

Luca Tronchetti

Gravemente ferita l'amica che era alla guida della macchina

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 LUCCA. L'appuntamento era per le 3 in un pub al Turchetto di Montecarlo. Ma loro non ci sono mai arrivati. Un terribile schianto in prossimità di una curva sulla via Pesciatina a Gragnano, l'auto che sbanda e che percorre un centinaio di metri prima di finire in un campo sotto la sede stradale, per cappottarsi ripetutamente e fermarsi contro un pioppo a venti metri dalla carreggiata. Tragico il bilancio: due ragazzi poco più che ventenni morti, la ragazza alla guida grave in ospedale e un altro automobilista leggermente ferito.  Le vittime di questa notte di sangue sono entrambe di Gragnano: Dario Martinelli, 25 anni, carpentiere, residente in località Leccio a Gragnano e Matteo Bianchi, 22 anni, meccanico in cerca di lavoro, abitante in via Vecchia Pesciatina. Se la caverà in 60 giorni la ragazza che era al volante dell'auto impazzita: Laura Romano, 20 anni, studentessa, residente a Ponte all'Abate di Pescia. Un botta al ginocchio con dieci giorni di referto medico per Piero Frediani, 43 anni, operaio di Lappato, che ha visto la morte in faccia quando l'auto impazzita è piombata contro la sua macchina.  L'INCIDENTE  Secondo la versione fornita dai carabinieri di Villa Basilica, diretti dal maresciallo Carmelo Calderone, la Renault Twingo di Laura Romano poco prima delle 3 è partita dalla località «Quattromura» assieme agli amici Matteo Bianchi e Dario Martinelli. La comitiva era diretta verso Borgonuovo dove avrebbero dovuto far salire un altro ragazzo per poi dirigersi verso un pub e concludere lì il sabato notte. L'utilitaria è stata vista da un testimone - Valerio Monticelli, di Lappato che transitava a quell'ora a bordo della sua Fiat Punto - mentre tra la fine della discesa del Gallo e l'inizio delle officine Lenci effettuava una manovra di sorpasso. Mancavano quattro minuti alle 3 e nella direzione opposta stava procedendo la vecchia Citroen XSara di Piero Frediani di ritorno dalla Versilia. È stato un attimo. Secondo il racconto fornito dall'operaio la Twingo ha invaso la carreggiata piombandogli addosso. Un terribile schianto con entrambi gli airbag scoppiati e il parabrezza in frantumi della berlina francese. A quel punto la Twingo è rimbalzata al centro della carreggiata - dove ci sono tracce di frenata - e ha proseguito la sua folle corsa per un centinaio di metri sino a finire nella scarpata che delimita la sede stradali. Dall'auto, ridotta a un ammasso di lamiere contorte, sono stati sbalzati fuori Matteo Bianchi che è deceduto all'istante e Dario Martinelli che invece è spirato in ambulanza proprio all'ingresso del pronto soccorso del Campo di Marte. Disseminate in uno spazio di 200 metri borchie, pezzi di carrozzeria, fanali, tappetini e tutto quanto contenenuto all'interno dell'utilitaria: peluche, dispense scolastiche, ombrelli e ki-way. I vigili del fuoco - precipitatisi sul luogo dell'incidente assieme alle ambulanze del 118 e ai carabinieri per i rilievi - hanno estratto dall'abitacolo Laura Romano che è stata ricoverata in ospedale.  IL FLASH BACK  «Mi ricordo che stavo facendo un sorpasso, poi quell'auto e infine il buio». Sono le poche parole riferite dalla conducente della Renault al sottufficiale dei carabinieri che l'ha sentita poco prima che venisse trasferita in reparto. Lauretta, come la chiamano gli amici, ha riportato un politrauma ed è sotto choc. La tac ha escluso complicazioni e non è in pericolo di vita. Non sa che i suoi amici sono morti e che lei è stata iscritta nel registro degli indagati per omicidio colposo plurimo. Dai primi accertamenti infatti i carabinieri di Villa Basilica hanno escluso qualsiasi responsabilità o coinvolgimento dell'altro automobilista a cui è stata restituita la patente. Il magistrato ha sequestrato anche i resti delle auto per capire meglio la dinamica del sinistro e la traiettoria della Twingo.  Un tratto di strada molto pericoloso - quello che si estende dalla discesa del Gallo sino all'imbocco dell'abitato di Borgonuovo - perchè privo di adeguata illuminazione e teatro nel corso degli anni di decine e decine d'incidenti con una serie di lutti. La gente è stanca di questa situazione e da tempo chiede, inascoltata, che le autorità competenti provvedano a migliorare sia la visibilità che la sede stradale, per un lungo tratto sprovvista di parapetti.

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