Il Tirreno

Lucca

Frediani, il miracolato «Ho visto quell'auto piombarmi addosso»

Fabrizio Tonelli
Sopra una immagine di pezzi d’auto rimasti ai lati della carreggiata; sotto il punto dell’incidente e Anna Gallorini, madre di Dario
◗
Sopra una immagine di pezzi d’auto rimasti ai lati della carreggiata; sotto il punto dell’incidente e Anna Gallorini, madre di Dario

3 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Guarda l'orologio e vede che mancano 4 minuti alle 3. «Alle tre precise sono a casa», pensa Piero Frediani, 44 anni, dipendente della cooperativa Morelli, che sta tornando a Lappato, dove abita, alla guida della sua Citroen Xsara. Ha appena il tempo di fare questa riflessione, che dalla parte opposta della strada vede i fari di un'auto che improvvisamente viene sorpassata da un'altra macchina. Frediani fa appena in tempo a rendersi conto di quello che sta succedendo. La vettura che ha compiuto il sorpasso gli viene incontro, quasi senza controllo, l'uomo tenta di sterzare sulla destra per evitarla, ma viene investito in pieno da quella macchina, che poi si capovolge più volte e finisce la sua drammatica corsa un centinaio di metri. Frediani non arriverà a casa alle 3, come aveva previsto.  Quello che è successo lo racconta lui stesso. Sa di essere un miracolato, sa di essere scampato a una tragedia.  Sono le 13 di una lunga giornata, trascorsa fra l'ospedale, dove è stato medicato e la caserma dei carabinieri, dove ha fornito la sua testimonianza e dove gli è stata restituita la patente di guida.  «Mi hanno fatto tutti gli esami come è di prassi in questi casi - racconta Frediani - ma io sono una persona tranquilla, non avevo niente da temere». E in effetti l'uomo è solo una vittima, ha avuto la sfortuna di trovarsi in quel momento in quel tratto di strada.  «Tornavo a casa, in via di Sant'Antonio a Lappato - spiega - dopo aver trascorso la serata con gli amici a Viareggio, in Darsena. In un attimo mi sono visto venire addosso la Twingo e non ho più capito niente. Gli airbag sono scoppiati, il parabrezza è saltato, i vetri laterali infranti. La porta lato guida non si apriva e allora per uscire sono passato dalla parte opposta. Mi ha aperto un ragazzo, Valerio Monticelli, che era al volante della Punto, l'auto sorpassata dalla Twingo».  «Quando sono uscito dalla mia macchina - continua Frediani - non mi sono reso conto subito della tragedia. Ho pensato che chi mi era venuto addosso fosse fuggito, invece poi ho visto la Twingo più avanti: mi dispiace tantissimo per quei ragazzi e per le loro famiglie».  Dopo l'incidente, Frediani è stato accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale Campo di Marte, dove i medici lo hanno visitato e lo hanno giudicato guaribile in dieci giorni per un trauma al ginocchio destro. Praticamente illeso, davvero un miracolo alla luce della dinamica dell'impatto e delle condizioni della sua auto, di fatto distrutta.  Un incidente in un tratto di strada maledetto per Frediani, che nello stesso punto nel dicembre scorso, il giorno che nevicò, si vide venire addosso un'altra auto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa