Proteste
Baccelli: «Noi le strade le abbiamo realizzate ora tocca al governo»
Paola Taddeucci
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LUCCA. L'accordo c'è, ora il ministero cacci i soldi. Sulla grande viabilità, Stefano Baccelli ha le idee più che chiare, convinto che l'amministrazione da lui guidata in questi cinque anni abbia fatto tutto quello che poteva, trovando la quadra tra gli enti locali. Quello della viabilità è uno dei numerosi temi affrontati in questa intervista dal presidente uscente della Provincia, che alle elezioni di domenica e lunedì prossimi tenta il bis, forte dell'appoggio di 6 liste. Che sono Pd, Sinistra Ecologia e Libertà, Federazione della Sinistra, Italia dei Valori, Pensionati democratici, Cittadini per Baccelli. Nel 2006, appena eletto, promise di fare della provincia di Lucca il luogo ideale in cui vivere. Non è andata proprio così, a giudicare dai molti problemi ancora irrisolti, anche per i tagli di risorse agli enti pubblici. Iniziamo dalla viabilità, soprattutto la questione dei grandi assi. Ci sono reali e concrete possibilità di realizzare qualcosa? «La mia provincia è il luogo ideale per vivere. Questo non significa che sia un luogo perfetto. Ma è una provincia che ha saputo sostanzialmente tutelare e valorizzare le straordinarie eccellenze ambientali, paesaggistiche e artistiche. Non ci sono ancora gli assi viari? Guarda caso, è un'infrastruttura di competenza statale. «Le uniche importanti infrastrutture viarie fatte in questi anni sul territorio le ha realizzate la Provincia: il ponte di Rivangaio, le varianti di Altopascio, Camporgiano, San Donnino e Castelnuovo, le rotatorie in via di Sottomonte a Guamo e sulla via del Brennero a Marlia. Sugli assi viari, ho ottenuto il mio risultato: mettere d'accordo gli enti locali. Per il resto, è il governo che deve cacciare i soldi». Occupazione in picchiata, con il tasso di disoccupazione in crescita e arrivato, secondo i dati relativi agli ultimi sei mesi del 2010, al 12,2%. Come si muove la Provincia? «Reagisce e costruisce. Con la formazione, con politiche attive del lavoro, azioni di microcredito, ma anche innovazione per le aziende, come la fibra ottica di next generation, prima provincia in Italia, per garantire il futuro della produzione e dell'occupazione. Una nuova formazione mirata per i giovani, che sia rivolta anche al recupero dell'artigianato, delle professionalità manuali e artistiche. C'è tanta nobiltà e creatività vera nel lavoro artigianale». La questione dei rifiuti, al pari della viabilità, si trascina da anni con problematiche e discussioni sempre aperte, vedi impianto di compostaggio a Capannori e inceneritore di Castelnuovo. Cosa vuol fare la Provincia? «Nel programma elettorale siamo stati chiari: abbiamo parlato di superamento del metodo di incenerimento dei rifiuti. Non sono pregiudizialmente contro i termovalorizzatori, ma occorre prendere atto che quelli presenti sul territorio provinciale non hanno, per motivi diversi, funzionato con l'efficacia e la sostenibilità finanziaria necessarie, perciò va valutata una loro riconversione. È anche in considerazione di tutto questo che diventa ancora più importante investire sulla raccolta differenziata - siamo già la prima provincia in Toscana - sulla valorizzazione, il riciclo e il riuso del materiale differenziato nobili e, quindi, realizzare l'impianto di compostaggio a Capannori». Ha spesso affermato che cultura e turismo sono tra le maggiori opportunità di sviluppo e di affermazione per il territorio. Quali idee e progetti ha in mente? «Porto come esempio la sintesi che si è ottenuta con il tavolo dello spettacolo: meno frammentazione, più gioco di squadra. Recuperare il brand "Terre di Giacomo Puccini", valorizzare la rete del verde e dei teatri della Valle del Serchio. È proprio perché credo nell'importanza del gioco di squadra che volevo costituire ed entrare nella Fondazione del Teatro del Giglio. Nell'ambito del turismo, lavoreremo per una provincia attraente, capace di attrarre visitatori e investimenti. Anche qui in un gioco di squadra con fondazioni, Camera di Commercio, enti pubblici e privati. E chi canta fuori dal coro, si arrangia. Va poi costituita una rete sempre più efficace dei punti di informazione, che vedano l'impiego di strumenti nuovi, attivi 24 ore su 24: per esempio touch screen nei 35 comuni». Trasparenza, etica, buon senso, la politica come una cosa bella. Sono alcuni suoi slogan. Come si concretizzeranno nell'amministrazione di Palazzo Ducale? «Trasparenza, etica e buon senso sono state le nostre bussole anche dal 2006 a oggi. Nei cinque anni precedenti si sono concretizzate con il taglio dei dirigenti e le stabilizzazioni dei precari, l'investimento di 15 milioni di euro sulle scuole, la pubblicazione sul sito della Provincia di tutti gli atti dell'amministrazione, creando, poi, un project financing che consente di rendere disponibili 100 alloggi ad affitto calmierato. Nei prossimi anni si concretizzeranno con la progressiva autosufficienza energetica di tutti gli edifici scolastici, la realizzazione di un nuovo ponte sul Serchio nella Piana e il progetto di un ospedale unico per la Valle del Serchio».
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