Finanza
Partecipazione allo sciopero organizzato dalla Cgil
«Di stage e tirocini non si vive» protesta contro precariato e tagli
Nadia Davini
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Un gruppo di partecipanti alla manifestazione 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Sciopero generale con i lavoratori di ogni settore, i precari e gli studenti. Lucca è stata riempita dai manifestanti in corteo, partiti da piazza Santa Maria per arrivare in piazza San Francesco, tra gli interventi, gli striscioni e i palloncini colorati. Dopo mesi di annunci il giorno tanto atteso è arrivato. Lo sciopero generale per uscire dalla crisi e mettere al centro i problemi del lavoro e dell'ambiente. In piazza, infatti, c'erano anche i comitati per l'acqua pubblica bene comune e contro il nucleare, informando e pubblicizzando il referendum del 12 giugno. Ieri la Cgil è scesa in piazza in molte città italiane, per dire "Basta" a questa politica governativa e per rilanciare i diritti dei lavoratori, degli studenti e di tutti quelli che un lavoro non ce l'hanno, a causa dei tagli del governo e della crisi economica ancora molto presente in Italia. In prima linea, infatti, c'erano proprio loro: l'universo degli atipici, la galassia di chi ha un impiego a somministrazione, a contratto o part time e rivendica diritti e futuro. "Di stage e tirocini non si vive", è uno degli slogan più usati. Insieme a «senza cancelliere non c'è processo breve», per denunciare la difficile situazione in cui vertono gli uffici del settore giustizia. Tagli, mancanza di organico e cumuli di lavoro che si sommano ad altri cumuli nuovi in arrivo ogni giorno. L'elenco delle rivendicazioni è lungo, perchè lunga è la lista degli «sbagli commessi dal governo, delle promesse non mantenute, delle cifre vuote e dei provvedimenti ingiusti e discutibili». Dall'assenza di legislazione sociale alle nuove normative contrattuali. Dagli accordi separati ai continui attacchi ai diritti e alle prerogative di chi lavora. Lungo la manifestazione ci sono i comitati per il referendum; c'è l'Anpi, che ha fortemente appoggiato lo sciopero; ci sono gli studenti delle scuole superiori e qualche universitario, anche se i più sono andati a Pisa dove era previsto uno sciopero selvaggio per il centro cittadino. Non mancano i partiti, Pd, SeL, Federazione della Sinistra e Idv. Le reti dei precari rispondono all'appello, scioperano per il proprio futuro, non senza difficoltà. «Non è facile scioperare - spiegano - viviamo in una reale situazione di ricattabilità dove è molto complicato parlare di diritti e di rivendicazioni». A fine giornata emerge chiaro l'obiettivo politico più vicino e più importante in questa stagione di lotte: il referendum del 12 e 13 giugno. «La battaglia sui beni comuni non può essere divisa da quella sul lavoro». E in questi giorni, proprio sul referendum, sta circolando un video, promosso dall'Osservatorio della Pace del Comune di Capannori, su youtube e Facebook. Questo il link del video "Due sì per l'acqua bene comune": www.youtube.com/watch?v=oG1V9lus9Rw.
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