Italia
Coreglia si ferma per Romeo
Claudia Ponziani
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Due immagini del funerale a Coreglia Dolore ai funerali dell'operaio ucciso da un fulmine mentre lavorava
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COREGLIA. Nella chiesa parrocchiale si sono svolti i funerali di Romeo Togneri, l'operaio di 54 anni di Piastroso ucciso da un fulmine mercoledì, mentre cambiava l'olio di un dumper sul campo di cava alla Socciglia ove lavorava. A dare l'ultimo saluto a Romeo, un uomo ricordato da tutti per la sua bontà e pacatezza, i familiari, gli amici, i compagni di lavoro. C'è una comunità intera, commossa, disorientata, che si stringe intorno alla dignitosa sofferenza della moglie Lucia, seduta in prima fila. E' una messa cantata quella celebrata dal parroco di Coreglia, don Ferdinando Ottaviani, come se i canti del coro del paese, intonati sopra le note di un pianoforte, potessero aiutare a decifrare un evento tanto incredibile quanto doloroso. «Siamo costernati, increduli e addolorati», dice dal pulpito don Nando. Accanto a lui don Luigi, il parroco di Anchiano. Dopo la lettura di un passo dell'Apocalisse di San Giovanni apostolo e di un brano del Vangelo di Luca, don Nando sottolinea l'incredulità per una vita spezzata così prematuramente e lo strazio di una comunità dove tutti si conoscono, come in una grande famiglia. «Molti di voi, soprattutto i più giovani, si chiederanno il perché - dice il parroco - perché una morte così prematura e improvvisa? Perché un fulmine proprio in quel momento, in un cielo ancora sereno? Sono domande che mi sono posto anch'io, che pure sono un ministro di Dio. Romeo quella mattina era andato al lavoro, come sempre. Come sempre aveva salutato la moglie. In un momento del genere, consapevoli del fatto che tutto da qui in avanti sarà diverso senza Romeo - prosegue sommessamente don Nando, rivolgendosi a Lucia -, la parola di Dio potrà darà conforto». Il parroco, prima di scendere dal pulpito per stringere la moglie di Romeo in un commovente abbraccio, legge la lettera con la quale Italo Castellani, arcivescovo di Lucca, ha voluto esprimere la propria vicinanza alla comunità coreglina. Nella lettera l'arcivescovo ricorda anche Mauro Guaspari, l'altro operaio rimasto ferito dal fulmine che ha ucciso Romeo e dimesso ieri dall'ospedale. Guaspari, in convalescenza nella sua abitazione di Oneta, frazione di Borgo a Mozzano, non è potuto essere fisicamente presente ai funerali del collega. A portare le sue condoglianze è la moglie, Lucia Palazzi, segretaria del presidente della Comunità Montana della Mediavalle e presidente della squadra di volley Valdiserchio. Presenti anche il sindaco Valerio Amadei, amministratori e autorità locali. Al termine della funzione la folla, con gli occhi lucidi e in un silenzio surreale, si riversa nelle viuzze lastricate del borgo, diretta al cimitero, dove il feretro di Romeo, "un gigante dai muscoli d'acciaio e dal cuore d'oro", sarà deposto.
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