Il dolore
Ma Lucca Comics presenta unosservazione per stralciare il campo balilla dagli interventi anti-allagamenti
Cassa di esondazione negli spalti
Ilaria Bonuccelli
◗
A destra lex campo balilla, sede provvisoria di Lucca Games; sotto Nardi (Autorità di bacino) Bacino da 1 milione di metri cubi scavando di 1,5 metri il piano di campagna
4 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Gli spalti delle Mura come cassa di esondazione. Abbassando di un metro e mezzo il piano di campagna, si creerebbe di nuovo un bacino naturale da 1 milione di metri cubi, capace di mettere San Concordio (ma non solo) e circonvallazione al riparo dal pericolo alluvioni. In questa direzione si sta muovendo l'Autorità di bacino del Serchio, alle prese con il nuovo piano di assetto idrogeologico (Pai). Il Comune non si oppone a questa proposta, soprattutto dopo l'alluvione del 2009, anche se ha interessato l'Oltreserchio e non S. Concordio. Ma non tutti la pensano allo stesso modo. In particolare Lucca Comics ha presentato, tramite il presidente Francesco Caredio, un'osservazione al Pai per escludere dall'intervento l'area dell'ex campo balilla. L'obiettivo della società, infatti, è di continuare a utilizzare l'area per i padiglioni di Lucca Games, in virtù di una deroga (annuale) ottenuta dall'Autorità di bacino e anche dalla Sovrintendenza. Entrambi gli enti - per motivi diversi - sono intenzionati a non concedere più deroghe a Lucca Comics che, in attesa di nuove decisioni, presenta, intanto, un'osservazione al Pai. Secondo il professor Raffaello Nardi, segretario dell'Autorità di bacino, però, in questo momento è prioritario pensare alla messa in sicurezza idraulica della città. E a valutare, quindi, gli interventi intorno alle Mura. «Per capire la necessità dell'azione sugli spalti - esordisce Nardi - bisogna ricordarci che l'acqua che arriva al Piscilla viene da Ponte a Moriano e quindi dal Serchio. Perciò è importante trattenere l'acqua prima che arrivi all'Ozzeri e quindi al Piscilla. Tra gli interventi ipotizzati c'è quello di "immagazzinare" acqua negli spalti delle Mura, come avveniva un tempo». E cioè prima della realizzazione della circonvallazione e prima della realizzazione del campo balilla (in epoca fascista). «Quando è stata realizzata la circonvallazione - riprende Nardi - sono stati eliminati i riporti di terra dirimpetto alle Mura (che avrebbero dovuto essere usati per le cannoniere, ndr). Parte della terra è stata buttata dove prima c'era l'acqua, un filtro ulteriore prima di arrivare alle Mura. E così si sono creati gli spalti come li conosciamo oggi». Ancora più alto il riempimento si è verificato nella zona dell'ex campo balilla, con l'eliminazione di quella cassa di esondazione naturale a ridosso del monumento. «Considerati gli allagamenti che ci sono stati anche nel recente passato - specifica il professon Nardi - abbiamo maturato l'idea di chiudere il Piscilla e mandare l'acqua sugli spalti in modo da mettere in sicurezza la circonvallazione. Gli interventi per garantire la chiusura del canale sono stati realizzati all'altezza del parcheggio Carducci, in modo da evitare l'allagamento delle zone verso Pontetetto». Per il momento, però - sottolinea Nardi - l'intervento è stato limitato al Piscilla «mentre non abbiamo ancora scavato gli spalti e neppure l'ex campo balilla che è anche più alto rispetto alle aree circostanti. Ma per mettere davvero in sicurezza l'Ozzeri (nel quale confluisce il Piscilla) e la zona di San Concordio sarebbe necessario scavare gli spalti». Per creare un bacino di 1 milione di metri cubi d'acqua «basterebbe - assicura Nardi - abbassare il piano di campagna intorno alle Mura di un metro o un metro e mezzo al massimo. Solo nell'area dell'ex campo balilla dovremmoscavare di più (2 o 3 metri) perché la zona è più alta delle altre». Certo l'intervento non sarebbe semplice, considerando tutti i servizi - dalla pubblica illuminazione alle condutture - che passano sotto terra, ma non è impossibile trovare una soluzione. Solo che Lucca Comics chiede all'Autorità di bacino di stralciare l'ex campo balilla dalle aree interessate dagli interventi di messa in sicurezza idraulica. Nelle prossime settimane, la società avrà una risposta visto che l'ente inizierà a vagliare le osservazioni al Pai che possono essere presentate fino a lunedì. «Finora - conclude Nardi - abbiamo ricevuto circa 25 richieste di modifica del Pai. Vedremo, poi, quali potremo accogliere e quali no. La nostra idea, comunque, è di portare avanti il progetto per gli spalti che potrebbe risultare a costo zero, visto che la terra che andremmo scavare è di ottima qualità e si venderebbe benissimo. Anche a chi realizzerà l'asse nord-sud».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
