Il Tirreno

Lucca

Oggi pomeriggio alle 15,30 nella chiesa di Coreglia i funerali di Romeo Togneri, l’operaio ucciso da un fulmine

L'ultimo saluto al gigante buono

La cava e la moglie della vittima; sotto il pronto socorso
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La cava e la moglie della vittima; sotto il pronto socorso

Dimesso dall'ospedale il compagno ferito alla gamba dalla scarica elettrica

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 COREGLIA. Un pellegrinaggio continuo all'obitorio dell'ospedale San Francesco di Barga per rendere l'ultimo saluto a Romeo Togneri, l'operaio ucciso da un fulmine mentre cambiava l'olio di un damper sul campo di cava a Socciglia di Borgo a Mozzano. I funerali - inizialmente fissati per ieri pomeriggio alle 16 - sono stati spostati ad oggi alle 15,30 sempre nella chiesa di Coreglia.  Nessuna inchiesta - come anticipato da Il Tirreno nell'edizione di ieri - sulla tragedia a Cava Tonarelli. Perchè a uccidere Romeo è stata un'incredibile fatalità impossibile da prevedere. Una saetta - quando ancora dal cielo non era caduta una goccia di pioggia - che finiva sul carrello alzato a 8 metri. Il parafulmine ideale per condurre a terra la scarica elettrica che entrava nella mano destra - poggiata sopra il metallo dallo sfortunato operatore meccanico - fuoriuscendo dal piede sinistro e provocando l'istantaneo arresto cardiocircolatorio. Per volere della famiglia - originaria del comune di Barga - la salma è stata sistemata nella cappella dell'ospedale locale per poi essere trasferita a Coreglia in occasione dei funerali e al termine della celebrazione liturgica, officiata da don Nando Ottaviani, tumulata nel cimitero del paese. Hanno voluto rendere omaggio all'operaio anche i sindaci dei due comuni - Barga e Coreglia - accumulati dal dolore e tantissimi amici, compagni di lavoro, semplici conoscenti. Perchè tutti volevano bene al gigante buono.  Intanto Mauro Guaspari è stato dimesso e ha potuto fare ritorno a casa, a Oneta, nel comune di Borgo a Mozzano. Se le sue condizioni fisiche glielo consentiranno oggi potrebbe prendere parte ai funerali del compagno di lavoro. Guaspari si è salvato davvero per miracolo, ma è sempre stato cosciente, al punto che ai suoi soccorritori ha spiegato l'accaduto, raccontando che che quando è stato colpito dal fulmine era in piedi, con una gamba alzata e piegata.  La violenta scarica elettrica è entrata sotto il ginocchio, uscendo subito dopo dal piede, nel punto di impatt è visibile un ematoma di qualche centimetro.  I medici, dopo averlo trattenuto in osservazione al pronto soccorso e dopo una serie di accertamenti clinici, lo hanno potuto dimettere visto che con il passare delle ore le sue condizioni sono notevolmente migliorate. Adesso potrà trascorrere la convalescenza a casa, insieme alla moglie Lucia Palazzi, segretaria del presidente della Comunità montana della Media Valle, presidente della squadra di volley Valdiserchio e al figlio Federico.

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