Finanza
Condannato il sindaco Puglia
◗
Mario Puglia Tre anni per falso e abuso, ma l'indulto lo salva
3 MINUTI DI LETTURA
VAGLI. Dopo 18 assoluzioni il sindaco Mario Puglia, 61 anni, viene condannato in tribunale a tre anni di reclusione per abuso d'ufficio e falso in atto pubblico in relazione al rilascio a una società privata di un permesso di ricerca nel comune di Vagli. Un episodio che risale al 2005. E quindi coperto da indulto (reati con pena sino a tre anni). Così la pena è interamente condonata. Ma i giudici del collegio (presidente Letizia Di Grazia, a latere Valentino Pezzuti e Silvia Mugnaini) aggiungono alla pena detentiva quella accessoria: l'interdizione per cinque anni dai pubblici uffici. E l'articolo 147 del codice penale esclude le pene accessorie dall'istituto dell'indulto. Ma il sindaco non rischia ugualmente di perdere la poltrona perchè l'interdizione si applica con sentenza passata in giudicato. E, con ogni probabilità, questo processo avrà vita breve. Perchè la prescrizione è alle porte e al 99% interverrà prima ancora che inizi il giudizio d'Appello. Puglia incassa la condanna, ma non demorde e professandosi innocente sostiene che proseguirà la sua battaglia giuridica in tutti gli ordini e i gradi di giudizio «indipendentemente dall'indulto o dalla prescrizione: voglio essere prosciolto nel merito» dice il sindaco di Vagli. Puglia, tra l'altro, nei prossimi mesi è atteso da due processi-chiave: il 31 maggio con l'accusa di abuso d'ufficio e falso, il 12 ottobre per concussione, abuso d'ufficio e turbativa d'asta. In entrambe le circostanze parte civile è la Cooperativa Apuana Marmi difesa dall'avvocato Treggi. LA CONDANNA Per la procura Puglia per procurare un ingiusto profitto alla Universal Diamond srl, l'azienda di escavazione che gestiva Cava Boana, come sindaco e responsabile dell'ufficio tecnico comunale aveva rilasciato nel dicembre 2005 alla stessa società il permesso di ricerca in cava autorizzando l'asportazione di 6500 metri cubi di materiale lapideo. Stando agli inquirenti in quel periodo Puglia avrebbe sospeso l'attività estrattiva in una serie di cave gestite da cooperative e contestualmente avrebbe concesso permessi di ricerca a imprenditori privati. Tra cui la Diamond dell'imprenditore Franco Brizzi, 63 anni, di Carrara che, proprio per la vicenda che ha portato alla condanna del sindaco, venne condannato in abbreviato dal gup a un anno e quattro mesi con i benefici di legge. Secondo la procura il primo cittadino aveva rilasciato il permesso di ricerca alla Diamond consentendo la coltivazione della cava in area contigua al parco delle Apuane zona dove il piano regolatore generale non consente lo svolgimento dell'attività estrattiva e di ricerca. Proprio in quel modo, stando ai magistrati, arrecava un ingiusto profitto all'azienda di Brizzi in cui erano stati assunti due suoi parenti più o meno prossimi. Da lì l'accusa di abuso d'ufficio a scopo patrimoniale. Il falso in atto pubblico invece riguarda l'atto di autorizzazione paesaggistica (4914 del 2005) in località Boana - classificata nel piano regolatore di Vagli come destinata all'uso estrattivo - che attraverso un documento concordato con un geometra del comune viene classificata come area oggetto di permesso di ricerca del Sumbro-Sella. ESTRANEO AI FATTI «Farò appello per dimostrare anche stavolta la mia totale assenza di responsabilità. - dice il sindaco Puglia - Dimostrerò che la sentenza ha erroneamente ritenuto che un permesso di ricerca in località Boana, dove da 100 anni si svolgono attività estrattive, fosse in realtà una illegittima autorizzazione alla coltivazione. Nonostante tutto continuo ad avere piena fiducia nella magistratura». L.T.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
