Sicurezza
«Siamo allibiti. Dal '70, mai un incidente grave»
Barbara Antoni
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Unimmagine della cava Tonarelli a Socciglia Il racconto di Pietro Belli, membro della famiglia proprietaria della cava Tonarelli
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LUCCA. «Mio cognato Beniamino Tonarelli, che segue di persona la cava, è allibito. L'operaio morto e quello ferito sono persone che lavorano per noi come minimo da vent'anni. Sono amici, oltre che dipendenti». Al telefono, parla Pietro Belli, titolare dell'albergo Guinigi a Lucca, marito di Bruna Tonarelli e cognato di Beniamino. I fratelli sono I proprietari della cava Tonarelli in località Socciglia sul territorio di Borgo a Mozzano. «Mia moglie - continua il racconto - è corsa alla cava appena ci è arrivata la notizia che un fulmine aveva ucciso Romeo Togneri e ferito Mauro Guaspari. Parlare di sfortuna è poco - dice Belli -. C'erano almeno altri quattro mezzi tipo dumper (camion utilizzati per il trasporto degli inerti, ndr) oltre quello a cui stavano facendo manutenzioni i due operai sul piazzale, il più esteso della cava: 30mila metri quadrati. Il fulmine si è abbattuto proprio su di loro». Una vicenda tragica e incredibile quella che si è dispiegata in una frazione di secondo ieri verso le 14,30 sul piazzale superiore della cava Tonarelli, da dove ogni giorno vengono estratte ingenti quantità di inerti: sabbie, ghiaie e altri materiali usati nell'edilizia. Dai primi anni Settanta, quando ha cominiciato ad essere attiva, la cava, conferma Belli, non era mai stata teatro di incidenti mortali; solo piccoli infortuni, senza gravi ripercussioni. Ieri invece la tragica fatalità. Beniamino Tonarelli, secondo la ricostruzione del cognato, si trovava negli uffici sul piazzale sottostante quello in cui lavoravano i due operai quando il fulmine si è abbattuto su di loro. «Mi è stato riportato che si vedeva da lontano un temporale arrivare da Bagni di Lucca - spiega Belli - ma in quel momento non pioveva a Borgo a Mozzano. Se avesse piovuto, gli operai si sarebbero riparati come sempre fanno nella baracca sul piazzale. Altri lavoratori in quel momento impegnati vicino ai due colpiti ci hanno raccontato che in tutto si sono visti venire giù due tre fulmini. Se invece che a terra i colleghi fossero stati a bordo non sarebbe successo niente. Il dumper ha gomme altissime, starci sopra significa essere isolati dal rischio di fulmini». «Mia moglie è rimasta molto turbata - conclude Belli -. Quando è arrivata alla cava, il corpo di Togneri era ancora lì».
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