Italia
CONFESERCENTI
«Rivediamo i calendari»
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LUCCA. «Non possono valere le stesse regole per i centri commerciali di periferia e i negozi dei centri storici di città a vocazione turistica. E non è necessaria una normativa regionale con ulteriori paletti». Per questo, dice il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini, «credo che anche su festività particolari (dal 25 Aprile al Primo Maggio), soprattutto nel mezzo di ponti e calendari ad alta attrazione turistica, si avvii un ragionamento nuovo affinché il centro di Lucca segua la crescente domanda turistica e le imprese che lo vorranno possano cogliere questi flussi anche in queste giornate particolari. Non trasciniamo tutti dentro un unico schema». Altra questione, «e su questo condividiamo l'approccio di Federico Lanza, presidente del centro commerciale naturale centro storico, è - continua Pasquini - di una più condivisa ed estesa programmazione delle imprese sia sui festivi che su orario continuato e aperture serali. Con la terza domenica, divenuta grazie al mercato antiquario e a vari eventi punto di riferimento ineludibile, occorre far maturare, in modo unitario tra categorie, amministrazione e produttori di eventi, un calendario anche periodico, affinché la città comunichi meglio anche fuori provincia quando è aperta. Le imprese non devono inseguire una città "sempre aperta", ma insieme possiamo definire calendari importanti in cui le imprese si impegnino in aperture straordinarie, orari differenziati, percorsi serali».
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