Il Tirreno

Lucca

Ministero degli Interni "moroso"

Ilaria Bonuccelli
Tremonti con Berlusconi
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Tremonti con Berlusconi

Da giugno 2010 non paga l'affitto per l'ufficio Immigrati della questura

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 LUCCA. È moroso il ministero degli Interni. E non sa neppure quando riuscirà a pagare l'affitto arretrato per l'immobile che ospita l'ufficio Immigrazione della questura. Non più tardi di ieri, infatti, il ministero degli Interni tramite la Prefettura ha informato i proprietari del fabbricato di via Montanara che «al momento non è possibile procedere (al pagamento) per mancanza di risorse sull'apposito capitolo di bilancio». In compenso - prosegue la nota stringata - il ministero comunica di aver predisposto il decreto «relativo al rinnovo tacito della locazione per il periodo dal 21 giugno 2010 al 20 giugno 2016».  Per rassicurare i proprietari, il ministero assicura che l'affitto del secondo semestre 2010 sarà saldato «non appena saranno disponibili i fondi sull'apposito capitolo di bilancio». Alle date, però, non si fa riferimento. Le date compaiono tutte, invece, nelle varie note di sollecito che i proprietari dello stabile da circa 200 metri quadrati hanno inviato da gennaio a oggi al ministero e alla prefettura, senza, però, sortire alcun effetto. E ora la misura appare colma. «Questo contratto di locazione - spiegano i proprietari - è strutturato in modo che il canone (stabilito con contratto 4547 del 10 giugno 2010) ci viene corrisposto ogni semestre, allo scadere del periodo. Di fatto, il pagamento è posticipato. Noi, in questo momento, avanziamo l'ultimo semestre del 2010, ma dal 30 giugno avanzeremo anche il primo semestre del 2011». Le cifre non sono altissime: il canone semestrale è di poco meno di 13mila euro per un immobile «che è stato ristrutturato - riprendono i proprietari - con un investimento di alcune centinaia di migliaia di euro. Infatti, il tetto è stato completamente sostituito. Inoltre sono stati realizzati bagni adeguati a un ufficio pubblico, abbiamo dovuto realizzare l'impianto di riscaldamento, installare i radiatori. Inoltre abbiamo dotato la struttura anche di acqua, gas e fognature, visto che in precedenza era un magazzino. E come tale era accatastato: per poterlo dare alla questura, dunque, abbiamo anche dovuto chiedere il cambio di destinazione d'uso. Così abbiamo dovuto sostenere anche spese tecniche piuttosto elevate».  Da quando l'immobile è in uso alla questura, ci sono sempre stati problemi di pagamento con l'affitto, ma di solito - riprendono i proprietari - i ritardi «non superavano mai i 20 giorni, un mese al massimo. Ad esempio, quando era ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, dopo una lettera di sollecito a Roma, il canone ci venne corrisposto immediatamente, anche se era agosto».  Ora, invece, non è così. E per la prima volta, il ritardo accumulato è di mesi. «Se arriverà giugno senza che il pagamento sia stato effettuato - evidenziano i proprietari - avremo affittato l'immobile per un anno senza riscuotere neppure un euro. Questo non credo che sia giusto, soprattutto se si pensa che sulla locazione non percepita noi paghiamo le tasse».  Il problema non è di semplice, e soprattutto immediata, soluzione, come si evince dallo scambio epistolare fra privati, prefettura e ministero. Già a febbraio, infatti, la prefettura scrive ai proprietari che «attesa la carenza sul pertinente capitolo di spesa dello stato di previsione del dicastero, non è risultato possibile provvedere all'immediato pagamento di quanto dovuto (12.894,18 euro)».  Il 16 febbraio i privati sollecitano la prefettura ad anticipare il canone di locazione (per conto del ministero) come «già accaduto in passato. Si ricorda che questo ritardo, come già evidenziato in precedenti comunicazioni, ci sta creando notevoli difficoltà per gli impegni finanziari assunti a suo tempo per la ristrutturazione dell'immobile».  La risposta che, dopo un mese e mezzo (il 30 marzo) la famiglia riceve a questo sollecito è tecnica: è la comunicazione che, in attuazione dei decreti ministeriali del 23 dicembre 2010, la competenza per il pagamento delle spese fisse (come fitti, annualità, indennizzi) passa alla direzione centrale dei servizi del Tesoro. E così ancora oggi, l'affitto non è stato pagato. «Abbiamo anche pensato - ammettono i proprietari - di inviare lo sfratto per morosità. Ma ci è stato fatto presente che il prefetto potrebbe decidere di requisire l'immobile per motivi di pubblico interesse. A quel punto al danno si aggiungerebbe anche la beffa».

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