Il Tirreno

Lucca

FESTIVI

«Nuovo calendario»

B.A.

2 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. «Il Primo maggio ho tenuto il negozio aperto, è stata un'ottima giornata dal punto di vista del lavoro e non ho preso multa alcuna». Antonio Degortes, proprietario dell'outlet di abbigliamento grandi firme in piazza Scalpellini, aveva annunciato che avrebbe alzato la saracinesca del suo negozio nella ricorrenza della festa dei lavoratori nonostante le indicazioni contrarie dell'accordo specifico e l'ha fatto davvero. Oggi ne traccia un bilancio, che è molto positivo dal suo punto di vista, e che utilizza come spunto per rimettere al centro della discussione un tema molto scottante nel settore del commercio: le aperture nei giorni festivi. «Credo - sottolinea - che l'accordo raggiunto fra Comune, categorie e sindacati sulla chiusura del Primo maggio sia stato fatto solo a misura di grande distribuzione, dove i dipendenti sono più sindacalizzati. Io non ho imposto ai miei dipendenti di venire al lavoro il Primo maggio: non avrei avuto problemi a tenere a casa chi mi avesse detto che preferiva non lavorare. Invece sono venuti tutti e sei, d'altra parte gli stipendi, senza i festivi, sono quelli che sono».  Secondo Degortes, proprietario di altri negozi in Toscana, «a Lucca si parla di crisi ma alla fine non va così male. Come ho già detto a qualche imprenditore, a Lucca non ci si rende conto di vivere in un'isola felice, dove il movimento turistico porta ottimi risultati. Ma allo stesso tempo non capisco il perché di così tanta difficoltà a guardare fuori, a intraprendere una crescita imprenditoriale, a uscire dalla gestione familiare».  Che gli accordi sulle aperture nei giorni festivi siano da rivedere è opinione condivisa anche da Rodolfo Pasquini, direttore provinciale di Confcommercio. In particolare alla luce della discussione delle ultime settimane, non solo in città o in provincia ma a livello regionale, Pasquini sostiene che «non è una legge regionale che ci interessa, quanto una concertazione a livello provinciale. Non si può regolamentare tutti i territori con una legge cappello, quella non servirebbe davvero. A Lucca in particolare, credo che la prima cosa da rivedere sia il calendario di aperture, che, da annuale, deve diventare su scala semestrale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze