Il Tirreno

Lucca

Altre condanne per i Bulldog

Gli ambienti del tribunale
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Gli ambienti del tribunale

Erano accusati di intimidazioni su quattro testimoni

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LUCCA. Dopo la condanna per le violenze in città e allo stadio, 10 esponenti del gruppo dei Bulldog sono stati condannati complessivamente a 23 anni e mezzo di reclusione. Erano accusati di aver calunniato tre giovani della sinistra alternativa e un tifoso della Lucchese denunciandoli in modo da intimidirli affinchè cambiassero versione o non testimoniassero al processo principale.  Le condanne vanno da 30 a 24 mesi di reclusione con il risarcimento del danno nei confronti delle quattro parti civili (Martino Terranova, Francesca Occhipinti, Giorgio Scatena e Alberto Mungai) da liquidarsi separatamente. 

Il giudice monocratico Mario Profeta ha stabilito una provvisionale di 4.000 euro per ciascuno dei quattro testimoni ritenuto oggetto di calunnia.  Condanna a due anni e mezzo di reclusione per calunnia e falsa testimonianza per Andrea Palmeri, 29 anni, leader dei Bulldog; Davide Giovannetti, 23 anni, di S. Filippo; Andrea Di Vecchio, 21 anni, dell'Arancio; Andrea Vanni, 37 anni, di Nave; Giacomo Baroni, 22 anni, di Antraccoli e Francesco Preziuso, 23 anni, di San Concordio. Due anni e due mesi di reclusione invece per Adam Alexander Mossa, 20 anni, di S. Andrea di Compito; Stefano Vannucci, 22 anni, di S. Filippo e Francesco Venturini, 22 anni, di Colle di Compito.

Il giudice ha poi condannato a due anni Daniel Fratello, 29 anni, abitante in via Pescheria, limitatamente per l'episodio avvenuto in piazzale Aldo Moro durante una manifestazione della sinistra alternativa in favore del terzo mondo. Assolto invece Lorenzo Pucci, 20 anni, di Colle di Compito.  Il giudice Mario Profeta ha anche disposto la trasmissione degli atti al procuratore della Repubblica in ordine alla posizione di Stefano Vannucci - condannato per calunnia nella vicenda delle minacce ai militanti della sinistra alternativa durante la festa per i popoli del terzo mondo in piazzale Aldo Moro - riguardo alla calunnia per le percosse e le minacce nei confronti di un tifoso del gruppo antagonista ai Bulldog, avvenute allo stadio Porta Elisa. 

I legali degli imputati, Alberta Cagnacci e Umberto Grassi, contestano la ricostruzione dei fatti e ricorreranno in Corte d'Appello per veder riconosciuti i diritti dei loro assistiti.  Un processo - quello della calunnia a quattro testimoni del pubblico ministero - che s'interseca con il procedimento principale sul gruppo dei Bulldog Lucca 1998 per le violenze in città e allo stadio. Il 14 gennaio scorso 13 componenti del gruppo erano stati condannati in tribunale - con l'accusa di associazione a delinquere, percosse, minacce, lesioni, danneggiamento e porto abusivo di oggetti atti ad offendere - a pene che vanno da 5 anni e 8 mesi sino a 18 mesi di reclusione. 

Per la procura gli imputati - non tanto per difendersi dalle accuse dei quattro testimoni, quanto per intimidirli e cercare di far modificare la loro deposizione resa davanti al gip in 22 e 23 ottobre 2007 - presentarono querela ai carabinieri di Cortile degli Svizzeri il 6 e il 14 dicembre 2007.  Giovannetti, Di Vecchio, Palmeri, Mossa, Vannucci, Vanni, Baroni, Preziuso e Venturini erano accusati di calunnia e falsa testimonianza in relazione al contenuto della denuncia per le minacce e la violenza privata in piazzale Aldo Moro in occcasione di una manifestazione a favore del terzo mondo. Giovannetti, Di Vecchio, Fratello, Palmeri, Vanni, Baroni, Preziuso invece erano accusati di calunnia e falsa testimonianza in relazione ai reati di percosse e minacce avvenuti all'interno del Porta Elisa in occasione di una partita della Lucchese.

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