Il Tirreno

Lucca

Ingiusta detenzione, chiesto il risarcimento

Prosciolto dopo 6 anni ex barista accusato di violenza sessuale

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 LUCCA. Il 16 febbraio di sei anni fa venne arrestato con l'accusa di aver violentato nel bagno del suo esercizio commerciale una giovane commessa poco più che ventenne. Lui - un ex barista della Media Valle - si fece sei mesi agli arresti domiciliari additato da vicini e conoscenti come il «mostro» di paese capace di approfittare di una giovane dipendente e di costringerla con la forza alle sue voglie. Ma in ogni circostanza ha sempre respinto con forza ogni addebito sostenendo di non aver mai toccato la ragazza. Una lunga e dolorosa odissea chiusasi con il proscioglimento con formula piena per non aver commesso il fatto al termine di un'udienza del giudice delle indagini preliminari Giuseppe Pezzuti. In sostanza, secondo il gip che si è avvalso di testimonianze e ulteriori riscontri, la vittima della presunta violenza sessuale sarebbe stata inattendibile. Avrebbe accusato l'ex datore di lavoro - che poteva avere l'età del padre - perchè si era innamorata perdutamente di lui senza esserne ricambiata. Per quei sei mesi di detenzione che l'hanno prostrato a tal punto da farlo cadere in una fase depressiva, fortunatamente poi superata, l'ex barista - che nel frattempo ha ceduto l'esercizio commerciale - chiede un congruo risarcimento allo Stato. E attraverso il suo legale, Tiziana Bertani, inizierà una causa per ingiusta detenzione. «Stiamo preparando la documentazione - dice l'avvocato Bertani - che inoltreremo alla competente Corte d'Appello di Firenze. Dopo anni di sofferenze la sentenza del giudice ha dato ragione alle nostre tesi riscontrando l'inattendibilità del racconto fornito dalla ragazza». Nel caso in cui la Corte d'Appello riconosca l'ingiusta detenzione quanto finirà nelle tasche dell'ex commerciante per riparare i danni morali e materiali? Calcolando che per ogni giorni di detenzione domiciliare indebita la cifra stabilita è di 117 euro non è difficile quantificare una somma poco superiore ai 21mila euro. E comunque la valutazione sarà rimessa alla discrezionalità della Corte.  L'episodio sei anni fa destò scalpore in Media Valle e il racconto fornito dalla ragazza era stato ritenuto credibile dai carabinieri - a cui si era rivolta accompagnata da un amico - e dalla procura della Repubblica. L.T.

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