Il Tirreno

Lucca

La società partecipata da Comune di Capannori e Provincia si occupa dei controlli sugli impianti termici

Bilancio ancora rosso per la Sevas

Arianna Bottari

Il presidente Del Toscano: «Abbiamo chiesto agli enti di aumentare le tariffe»

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 CAPANNORI. Non si discute. Il bilancio di Sevas è in rosso, ma i motivi sono molti ed è il caso di spiegarli, pur senza entrare nel troppo tecnico». Giuseppe Paternò Del Toscano, presidente della società che si occupa principalmente del controllo degli impianti termici, spiega come mai il bilancio è negativo per il terzo anno consecutivo e ammette: «Per quanto la decisione dei soci (Comune di Capannori e Provincia, ndr) di non ritoccare le tariffe sia lodevole, non possiamo più permetterci di offrire un servizio di questo livello senza maggiori entrate».  La qualità del servizio pubblico offerto è alta, ma gli incassi non sono sufficienti a mantenerla e ora Sevas si trova in una situazione non facile, visto il terzo anno consecutivo concluso in rosso. «Per legge, i nostri soci non possono ripianare il nostro bilancio - spiega il presidente - così dobbiamo far fronte alla situazione con le nostre entrate. I soci possono però investire in Sevas, come ha fatto il Comune di Capannori, che in cinque anni ci ha chiesto di realizzare cinque impianti solari (sul tetto del municipio e su quelli di quattro scuole, ndr). Abbiamo speso molto per questi progetti, ma saremo ripagati in 20 anni grazie ad una parte dei ricavi della vendita di energia da parte del Comune stesso. Detto questo, devo però ammettere che abbiamo più volte chiesto ai soci di ritoccare le tariffe, ma le nostre richieste non sono mai state accolte. Ci aspettiamo grandi novità dopo le elezioni provinciali. Le tariffe attuali (per esempio 8 euro, Iva compresa, per le autocertificazioni) non bastano. Possiamo provare a migliorare il sistema dei controlli, ma il nostro obiettivo non è fare gli sceriffi, ma assicurare che gli impianti lavorino bene. Sarebbe facile andare a controllare quelle caldaie che hanno inviato una prima autocertificazione e poi più nulla, ricaveremmo più soldi, ma non è così che vogliamo lavorare».  Insomma, per lavorare al meglio, Sevas si ritrova sull'orlo del fallimento. Anche perché è impossibile ipotizzare i ricavi di anno in anno, visto che la legge non obbliga ad autocertificarsi.  «Nel 2010, per esempio - prosegue Del Toscano - abbiamo registrato un boom, ma venivamo da un triennio difficile. La situazione, tuttavia, non è così nera. Abbiamo grossi debiti, ma abbiamo anche grossi crediti, come appunto quello sugli impianti di Capannori. Ma abbiamo bisogno di un aiuto in più».  Il Comune di Capannori si è fin qui rifiutato di ritoccare le tariffe. La Provincia non vuole fare il primo passo: «Noi controlliamo più del 5% degli impianti sul territorio, quasi mille a Capannori. Questa è la nostra voce più importante. Abbiamo richiesto un aumento di 30 centesimo al mese per gli utenti, un'inezia, ma non ci è stato accordato. Dopo le elezioni provinciali chiederemo un incontro con i soci per analizzare la situazione».

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