Il Tirreno

Lucca

Alla fondazione Puccini solo cinquantamila euro e l'assessore non ci sta

Sotto una protesta dei dipendenti del Teatro del Giglio, a destra i lavori in corso nella casa natale di Puccini
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Sotto una protesta dei dipendenti del Teatro del Giglio, a destra i lavori in corso nella casa natale di Puccini

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LUCCA. La cifra è bassa: 50mila euro. Un terzo o un quarto di quella destinata (almeno sulla carta) al Summer festival. Eppure è così: nella bozza di bilancio di previsione, per la Fondazione Puccini - che dovrebbe gestire anche tutte le iniziative per lanciare la riapertura della casa natale del Maestro - non c'è nulla di più. Tanto che l'assessore alla cultura, Letizia Bandoni, lancia un ultimatum: o si trovano le risorse o si blocca, ufficialmente, il programma di celebrazioni per l'inaugurazione del museo dedicato al compositore.  Se Letizia Bandoni è critica sullo scarso appoggio dato dal Comune alle iniziative di rilancio della casa natale di Puccini, non è certo più tenera nei confronti del Giglio. Del quale - ricorda in una lettera al sindaco Mauro Favilla, al presidente del teatro Aldo Casali e anche al direttore, Maria Rita Favilla - è stato anche congelato il bilancio 2011, in attesa dell'approvazione di quello del Comune, dal quale dipende.  PUCCINI In una lettera ai consiglieri di maggioranza, Letizia Bandoni va giù dura con il Comune e anche con il sindaco. I ritardi nella definizione del bilancio di previsione del Comune - sostiene - impediscono una programmazione culturale perfino a breve termine. L'assessore ribadisce che l'amministrazione comunale «ha il dovere di concentrare le proprie risorse economiche, relazionali e culturali nel potenziamento della Fondazione Puccini (di cui è il primo socio fondatore) per realizzare quel progetto di rilancio delle attività nel nome del Maestro (in base a un progetto predisposto e approvato dall'ente il 14 febbraio) per riqualificare l'offerta pucciniana». A partire da una campagna di eventi e promozione, da affidare alla fondazione Puccini.  «Per questo è già pronto un piano dettagliatissimo di iniziative elaborate con l'accordo e la collaborazione della direttrice della fondazione, Gabriella Biagi Ravenni», al quale, però, sembra impossibile dare attuazione per mancanza di fondi. Infatti - sottolinea Letizia Bandoni - il «capitolo (del bilancio di previsione) che dovrà ospitare le risorse per la fondazione e le attività ad essa connesse nel 2011 (capitolo 24362 "Eventi speciali") nell'ipotesi di bilancio stilata dagli uffici tecnici (sulla quale non mi esprimo per educazione) prevede uno stanziamento di soli 50mila euro». La cifra - insiste l'assessore - non sarebbe nemmeno sufficiente «a coprire le spese per la gestione ordinaria annuale della fondazione, gravata di spese legali visti gli innumerevoli anni di querelle sulla proprietà della casa natale del Maestro. Figuriamoci, quindi, se possiamo pensare di esaudire una priorità con tali irrisorie risorse».  Di questo stato di cose, Letizia Bandoni assicura di aver messo al corrente il sindaco. Di aver sollecitato una risposta e di non averla ancora ottenuta, a 4 mesi dall'inaugurazione della casa museo. «Se non arriveranno risposte - ammette l'assessore - ritengo necessario bloccare immediatamente la prosecuzione del lavoro (su Puccini e casa Puccini) in via ufficiale e pubblica, anche per rispetto nei confronti della professoressa Ravenni che si sta dedicando a questo progetto, per ora in modo del tutto invano, visti gli stanziamenti».  In sostanza - come da settimane denuncia Il Tirreno - a oggi ancora non è possibile lanciare con un'adeguata campagna la riapertura della casa museo. Né si può mettere a punto un programma perché questa riapertura non resti un evento isolato. IL GIGLIO Il primo sollecito al consiglio di amministrazione del teatro è approvare «nel più breve tempo possibile il consuntivo 2010» e a inviarlo ufficialmente «all'amministrazione affinché sia data la possibilità al consiglio comunale e alla giunta di prenderne visione». Questi adempimenti, secondo l'assessore, dovrebbero essere conclusi «anche prima dei tempi stabiliti per legge perché ritengo necessario fare chiarezza al più presto e, soprattutto, perché voglio essere io stessa messa in condizione di approfondire ogni aspetto necessario. Sono sicura che sarà cura del sindaco garantire la realizzazione di questa necessità».  Sempre restando in tema di conti, l'assessore ricorda che l'ufficio cultura ha congelato «l'approvazione del bilancio di previsione 2011, proposto dal teatro, subordinandolo all'approvazione del bilancio del Comune da cui dipendono i trasferimenti. Perciò, ritengo necessario non solo velocizzare l'approvazione dell'amministrazione comunale ma ritengo anche necessario mettere il teatro in condizione di ricevere un congruo trasferimento dal Comune e, per suo tramite, dalle fondazioni baancarie». Cosa che non avviene da alcuni anni. Tutto questo - compresa la nomina di una nuova direzione artistica "collegiale" - serve per «garantire continuità all'attività complessiva, artistica, come amministrativa, facendo un reale sforzo come quello sostenuto per salvaguardare l'attività dell'istituto Boccherini. E questo nell'interesse primario del teatro e delle sue professionalità». Un po' trascurate, almeno negli ultimi anni, dall'attuale gestione.

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