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Lucca

Favilla: «Non vedo un successore»

Favilla: «Non vedo un successore»

Il sindaco pronto a ricandidarsi, se il Pdl lo permetterà

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LUCCA. L'attacco in consiglio comunale non scompone Mauro Favilla. Due giorni dopo la contestazione del Pdl sui varchi, ammette che sta valutando se ricandidarsi a sindaco nel 2012. Certo vorrebbe smettere, vista l'età, ma vorrebbe anche concludere i progetti avviati e, al momento, non vede fra i suoi assessori uno che sia cresciuto abbastanza per poter gestire l'amministrazione. In assenza di un delfino, dunque, Favilla pensa al dopo-Favilla, Pdl permettendo. Promette che non farà salti della quaglia a sinistra, ma anche che imparerà dagli errori. E che già nell'ultimo anno di mandato non si ripresenterà in consiglio comunale al buio, con una maggioranza spaccata. Perciò a portare in aula i prossimi temi scottanti, che già dividono la maggioranza - come le fognature dell'Oltreserchio - aspetterà dopo le elezioni. Nella speranza che i contrasti nel centrodestra, oggi al voto con due candidati diversi per la Provincia, si attenuino. Sindaco, non ritiene grave che il Pdl la lasci solo in consiglio comunale? «Mi sembra più un atteggiamento infantile che una presa di posizione politica. Quando la pratica è stata affrontata in conferenza dei capigruppo ho mandato Giovanni Pierami a sollecitare un rinvio, ma non mi hanno ascoltato».  Il rinvio avrebbe giovato? «Diciamo che se fossimo arrivati a discutere dopo le provinciali, ci sarebbe stata meno tensione nel centrodestra che si presenta al voto con due candidati diversi. È naturale che in questi 15 giorni ogni scontro tenda ad acuirsi. Certo, se il centrodestra avesse almeno proposto un proprio documento sui varchi, potevamo uscirne meglio. Ma il Pdl voleva prima sentire quello che aveva da dire l'assessore alla mobilità Marco Chiari e così è successo quello che è successo».  Forse, però, lei potrebbe stemperare il clima alleggerendo l'assessorato di Chiari. In sostanza, è questo che il Pdl si aspetta. «A me non lo hanno chiesto. Vengano a dirmelo. In ogni caso, quando la posizione di Chiari non corrisponde al volere della giunta, sono io a imporgli di fare retromarcia».  Ma non considera il getso del Pdl un attacco diretto a lei più che a Chiari? «Può darsi. Ma quando scatta un attacco non è mai a una persona sola». A suo avviso, quale sarebbe sarebbe allora il problema della maggioranza? «La mancanza di dialogo. Se si vogliono evitare situazioni analoghe a quella che si è creata sui varchi il modo c'è: ci si riunisce, le forze di maggioranza si confrontano, si produce un ordine del giorno politico e si sottopone al sindaco che valuta che non sia contrario ai programmi dell'amministrazione. Poi il sindaco verifica se l'ordine del giorno si può tradurre in atti amministrativi. Ma non si può pretendere che sia il sindaco a preparare l'ordine del giorno: così, poi, ti dicono che lo imponi».  Il sindaco, però, potrebbe sollecitare il dialogo tra forze di maggioranza. «In realtà questo è un ruolo che spetterebbe ai partiti. Io non posso sempre farmi carico di dialogare con chi non si parla. Specialmente se la mancanza di dialogo è più legata più ad antipatie personali che a problemi politici».  Visto come sono andate le cose in aula, si incontrerà con il Pdl e gli altri partiti della maggioranza? «Certo, organizzerò più di una riunione pre-consiliare, ma non ho alcuna intenzione di portare in aula questioni controverse prima delle elezioni provinciali. Non voglio correre altri rischi».  Ma non le sembra che i rapporti difficili fra forze di maggioranza stiano paralizzando l'attività amministrativa? «Paralizzando no, rallentando sì. Per fortuna oggi il 90% dell'attività amministrativa è di competenza della giunta dove è difficile che si replichino situazioni come quella di giovedì in consiglio comunale. Ma è inevitabile che i problemi emergano quando si va in aula».  Con una maggioranza così divisa, se la sente di ricandidarsi? «Vista l'età che ho non mi dispiacerebbe smettere. Ma mi piacerebbe anche portare in fondo una serie di progetti che non è possibile concludere con questo mandato. E all'interno della giunta oggi non vedo assessori in grado di prendere in mano l'amministrazione. Certo, sono cresciuti molto, ma per lo più in settori specifici, un po' a compartimenti stagni. Non ce n'è uno che abbia competenze d'insieme. Perciò potrei valutare di ricandidarmi».  Per il centrodestra? «La mia decisione non potrebbe prescindere dal Pdl: il partito, al quale sono iscritto, dovrebbe chiedermi di ripresentarmi. Se poi le adesioni alla coalizione fossero più vaste, meglio».  Si prepara a un'alleanza fuori dagli schemi, che guarda al centrosinistra? «Non sono per il salto della quaglia. Ma sono per il confronto aperto sui programmi. Io mi presento con un'idea, ma se poi mi si convince, con argomenti forti, che deve essere cambiata, sono disponibile. E, quindi, sono pronto a confrontarmi con chiunque abbia questa elasticità mentale».

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