Il Tirreno

Lucca

Cassa, in mille a Lodi

Soci e dirigenti della Cassa all’assemblea del Banco
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Soci e dirigenti della Cassa all’assemblea del Banco

Presenza massiccia all'assemblea del Banco

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 LUCCA. La conferma che la Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno è uno dei punti di forza del gruppo Banco Popolare arriva dalle oltre 1.000 persone, tutti soci del Banco Popolare, provenienti da Lucca, Pisa e Livorno e un po' da tutta la Toscana e dall'Umbria: l'area di riferimento di una banca sempre più radicata nel tessuto socio-economico di queste due regioni, dove la Cassa conta 230 filiali, di cui 13 in Umbria e 5 in Liguria, con circa 1.800 dipendenti.  Una "delegazione" importante, dunque, quella toscana e umbra, che non ha voluto mancare all'appuntamento con l'assemblea, svoltasi quest'anno al Palacastellotti di Lodi. Numerosi, in particolare da Lucca, Pisa e Livorno, gli esponenti del mondo dell'economia e dell'impresa.  Naturalmente presenti, all'assemblea lodigiana, anche i vertici della Cassa, con il presidente Alberto Varetti, l'amministratore delegato Alfredo Cariello, il direttore generale Francesco Minotti, con i vicedirettori generali Roberto Doveri, vicario, e Silvano Piacentini. Una dirigenza che si è presentata all'appuntamento con i soci della capogruppo sulla scorta dei risultati di un bilancio 2010 che dimostrano come la difficilissima congiuntura economica generale non abbia comunque impedito alla Cassa di aumentare gli impieghi e di sostenere, in particolare, le famiglie e le piccole imprese: nel 2010, + 14,5% gli impieghi alle Famiglie, + 9,4% ai Piccoli Operatori Economici, + 3,5% alle Medie Imprese.  «Questo - sottolinea il direttore generale Francesco Minotti - significa in concreto essere banca del territorio, essere profondamente radicati nella realtà sociale ed economica locale. Significa sviluppare l'attività di banca guardando con attenzione agli interessi della comunità, nella consapevolezza che a quegli stessi interessi corrispondano i benefici aziendali, così come vuole la tradizione della nostra Cassa di Risparmio e del Banco Popolare».  Concetti ripresi e ampliati dal presidente, Alberto Varetti, il quale rileva come proprio la crisi globale abbia rafforzato il ruolo delle banche locali, come la Cdr.  «La banca locale - spiega Varetti - non solo si presta meglio ad un mercato di piccole-medie imprese, ma è più adatta per un mercato come il nostro, dove molte imprese operano in settori tradizionali, a bassa tecnologia e a ridotta economicità di scala. Senza dimenticare l'organizzazione familiare di queste imprese e la loro struttura finanziaria, orientata prevalentemente al ricorso al credito bancario».  Intanto il presidente dell'Assindustria, Andrea Guidi, rimane nel consiglio di sorveglianza del Banco, che è così composto: Carlo Fratta Pasini, presidente; Guido Duccio Castellotti, vicepresidente vicario; Maurizio Comoli, vicepresidente; Giuliano Buffelli, Pietro Buzzi, Gabriele Camillo Erba, Gianni Filippa, Dino Piero Giarda, Andrea Guidi, Pietro Manzonetto, Maurizio Marino, Enrico Perotti, Gian Luca Rana, Claudio Rangoni Machiavelli, Fabio Ravanelli, Alfonso Sonato, Angelo Squintani, Sandro Veronesi, Tommaso Zanini, Cristina Zucchetti.

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