La manifestazione
Ztl, esplode lo scontro nel centrodestra
Ilaria Bonuccelli
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I banchi lasciati vuoti dal Pdl in consiglio e il sindaco Favilla Il Pdl esce dall'aula, Forza Lucca e Udc votano un documento insieme all'opposizione
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LUCCA. Lo scontro fra Pdl e sindaco si consuma in pieno consiglio comunale sui varchi. È più forte di altre volte e non solo perché al partito di maggioranza relativa non piace l'assessore alla mobilità Marco Chiari, il braccio armato di Mauro Favilla. Al Pdl non piace più il sindaco, ma giovedì si è limitato ad abbandonare l'aula: la resa dei conti è rimandata a dopo le provinciali. Si consumerà a urne chiuse, fra un paio di settimane, dopo i primi risultati elettorali. Sembra che questa volta Mauro Favilla non riesca a scansarla. Neppure se decidesse di ridimensionare il ruolo di Chiari o, addirittura, se decidesse di revocargli tutte le deleghe, come piacerebbe a parte del Pdl consiliare che ha maturato un'ostilità nei confronti del "super assessore" dopo l'attivazione forzata dei varchi. Neppure la tessera del Pdl basterebbe a riparare Favilla. Certo, a questo punto della legislatura nessuno (neppure l'opposizione) avrebbe interesse a chiedere le dimissioni del sindaco. Ma di sicuro il partito di maggioranza relativo ha interesse a chiarire un paio di concetti: che non c'è più fiducia in un «sindaco che non mantiene le promesse» e che non ci può essere posto per una sua eventuale ricandidatura alle amministrative del 2012. Non a caso c'è anche chi legge nel voto trasversale dell'ordine del giorno sulla sosta e i varchi una prova di alleanze diverse, una sorta di asse Favilla-centrosinistra-Udc e Forza Lucca in vista delle prossime comunali. Una lettura di questo tipo va, probabilmente, molto oltre intenti e ragioni dello scontro di giovedì sera. Nato da un forte malumore nel Pdl sui varchi. Da mesi, infatti, il partito (inascoltato) - conferma Nicola Buchignani - chiede al sindaco di rinviare l'attivazione delle telecamere, di aprire un confronto con le categorie economiche. Alla fine il Pdl trova tutte le richieste inserite in un ordine del giorno presentato dal centrosinistra e, completato, con aggiunte degli alleati di maggioranza (Udc e FL) e dello stesso Favilla. «Se fossimo rimasti in aula - insiste Buchignani - avremmo dovuto votare l'ordine del giorno del centrosinistra, per non smentire tutto quello che sosteniamo da gennaio. Non volendo votare l'atto, ma volendo che passasse abbiamo preferito abbandonare l'aula. Lo stesso potevano fare anche FL e Udc. Comunque, ci fa piacere constatare che anche il resto del centrodestra concorda con quello che sosteniamo da mesi». La situazione, in realtà, non è così lineare. Il sindaco, infatti, anche giovedì ha provato a tenere il Pdl in aula. Ma ha ricevuto un no secco in risposta, ufficialmente perché Chiari non solo non ha mai ascoltato le richieste del Pdl, ma le ha sempre derise. E quindi se Chiari può fare a meno del confronto con il Pdl, può anche fare a meno dei suoi voti. Per evitare lo scontro frontale, Franco Fabbri ha anche suggerito di chiedere una sospensione della seduta, ma è stato ignorato. Come presidente del consiglio comunale non ha abbandonato l'aula, ma si è astenuto «avendo avvertito contraddizioni nell'atto che si andava ad approvare e nei rapporti di maggioranza». Forza Lucca, Udc, Lucca insieme e Lucca il centro, la metà circa del centrodestra, invece, non ha avuto problemi a votare l'ordine del giorno «perché è stato riconosciuto da tutti i gruppi presenti, che i varchi telematici non sono una limitazione per la vitalità del centro storico, ma solo un controllo per pretendere il rispetto della legge. Le correzioni introdotte, durante la sospensione della seduta, con il contributo del sindaco che ha votato l'ordine del giorno, vanno nella direzione richiesta dai residenti e dai commercianti. Perciò siamo soddisfatti di avere contribuito con il nostro voto a far approvare una misura che dovrebbe contribuire a rasserenare il clima e migliorare il dialogo tra amminstrazione e cittadini, mentre il Pdl ha abbandonato l'aula senza neppure motivare il gesto». Che - secondo parte del centrodestra - non si motiva con la sola ostilità nei confronti di Chiari, ma si spiegherebbe con un siluro a Favilla, lanciato da Pietro Fazzi e altri pidiellini contrari alla ricandidatura del sindaco. Con una nota ufficiale, Favilla cerca di smorzare i toni ribadendo che «l'ordine del giorno approvato dal consiglio comunale ha accolto anche alcune mie osservazioni rispondenti alle richieste dei cittadini, degli operatori e anche degli stessi amici del Pdl, per cui ritengo che avrebbero fatto bene a restare in aula e votare quel documento per dargli maggiore forza. Ma se la maggioranza non vuole discutere in consiglio di alcune questioni, si esprima apertamente in fase di riunione dei capigruppo, quando si decidono gli argomenti da trattare». Meno salomonico, però, appare a caldo. Subito dopo il consiglio, infatti, Favilla ribadisce che il Pdl «o ha preso un abbaglio o è vittima di un puntiglio. O forse entrambe le cose». Ma il Pdl replica che vuole solo evitare «la vessazione dei cittadini» che potrebbe anche essere più forte se passasse la proposta di portare da 10 a 50 centesimi la sosta oraria a pagamento.
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