Il dolore
«È un calendario astronomico»
Rossella Lucchesi
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Panigada e Simonetti su una pietra coperta di graffiti Scoperta di due appassionati di archeologia
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LUCCA. Sembrerebbero risalire a 4000 anni a.C. le incisioni rupestri rinvenute sul Monte Cotrozzi, una piccola altura di 242 metri sopra S. Maria del Giudice, alle pendici del Monte Serra. Il condizionale è d'obbligo visto che i ritrovamenti sono tuttora oggetto di studio da parte degli esperti. La scoperta è opera di Gabriele Panigada, 26 anni, laureato in lettere moderne, appassionato di archeologia, e di Riccardo Simonetti, 41 anni, ragioniere e astrofilo. Tre anni fa si sono incontrati casualmente su web dove hanno potuto confrontare i loro interessi sull'argomento suscitati dalla presenza dei curiosi graffiti scoperti casualmente da un conoscente. Numerose incursioni in loco e studi approfonditi hanno portato i due appassionati a elaborare una teoria archeoastronomica che darebbe spiegazioni sul sistema di segni rinvenuto su alcune rocce. Si tratterebbe, secondo loro, di un calendario astronomico risalente all'età del Rame e riconducibile a una cultura proto-celtica che ci riporterebbe indietro di seimila anni. «E che potrebbe fornirci informazioni delle misteriose origini di Lucca», sottolineano Panigada e Simonetti che sull'argomento hanno realizzato un volume dal titolo "Stelle di pietra" che verrà presentato oggi nella Sala Accademia della Provincia. La ricerca è partita dal ritrovamento di una presunta mappa stellare, descritta da uno strano reticolato che sembra avvicinarsi a una tipologia di graffiti delle popolazioni etrusche. Da qui l'intento di cercare di stabilire il periodo storico al quale collegare i misteriosi segni. Che ricondurrebbero al neolitico, quando si praticava il culto del fallo che molte delle rocce attestano in maniera inequivocabile, e che propenderebbero verso antichissimi culti del Sole e della fertilità, rivolti soprattutto al culto dei morti e attestati da un'ampia necropoli protostorica attigua ai ritrovamenti. Teoria che troverebbe l'approvazione di personalità come l'archeoastronomo Guido Cossard e Adriano Gaspani, il massimo studioso italiano presso l'Osservatorio astronomico di Brera a Milano. I quali hanno evidenziato il forte legame tra queste incisioni e i riferimenti astronomici della cultura proto-celtica tipiche delle popolazioni antiche dell'Italia centro settentrionale. Prudente l'archeologo Michelangelo Zecchini sulla presunta data delle incisioni, poichè, sostiene, «l'erosione agisce con una certa rapidità, soprattutto su pietra calcarea come questa e in breve può colmare anche incisioni profonde». Ma c'è un altro particolare che ha incuriosito i due giovani studiosi e che sembrerebbe confermare la pratica del culto della Luce e del Sole in Lucchesia. Ovvero i riferimenti sulle origini del culto di San Martino e San Michele a Lucca emersi dai graffiti (che sono tutti orientati verso i punti cardinali), con un chiaro riferimento al famoso labirinto inciso sul porticato del Duomo che, pur essendo un simbolo pagano, sembrerebbe legato al cammino del Sole oppure, secondo teorie mitologiche, al suo percorso notturno nel mondo degli inferi prima di risorgere al mattino, vincendo tenebre e morte. Le ricerche vanno comunque avanti: chissà se un giorno ci consentiranno di avere la certezza circa le nostre origini.
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