Il Tirreno

Lucca

«Starò aperto il Primo maggio»

B.A.
Antonio Degortes
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Antonio Degortes

Divieto da rivedere per l'imprenditore Degortes

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 LUCCA. «Va rivista la concertazione fra amministrazione comunale, sindacati e categorie in base alla quale il Primo maggio i negozi del centro storico non possono rimanere aperti. Lucca è l'unico capoluogo di provincia in Toscana che osserva questa regola. È sconcertante la miopia di sindacati e amministrazione comunale: non capiscono che a maggior ragione in un momento di crisi occorre dare opportunità ai negozi per stare aperti. Mi pare un atteggiamento antistorico e contro la libertà di impresa. E tutto questo per tutelare i dipendenti soprattutto della grande distribuzione. Nel mio negozio ne ho assunti sei e tutti sono ben contenti di lavorare i giorni di festa, perché guadagnano il quaranta per cento in più di una giornata ordinaria».  Antonio Degortes, origini senesi, proprietario dell'outlet grandi firme in piazza degli Scalpellini (e di altri sei negozi di abbigliamento griffato in Toscana, con quaranta addetti in totale) è un fiume in piena. Indignato e sferzante, deciso nelle sue intenzioni tanto da essersi rivolto direttamente all'associazione a cui è iscritto, cioè Confcommercio, per saperne di più sui motivi che hanno indotto i protagonisti della concertazione a siglare il veto per l'apertura dei negozi nel giorno della festa dei lavoratori.  Decisione che Degortes reputa «un errore madornale. Non mi spiego - continua - come possa accadere che anche Arezzo e Siena, città più vicine alla Cgil di quanto sia Lucca, abbiano alla fine dato la possibilità di aprire il Primo maggio. Come del resto ha fatto anche il sindaco di Firenze. Credo proprio che l'accordo firmato a Lucca sia da rivedere».  Domenica potrebbe essere una vera opportunità per il commercio, secondo Degortes, a maggior ragione se si guardano le previsioni del tempo. «Domenica non farà bel tempo - dice l'imprenditore -, noi siamo molto attenti alle previsioni. Motivo per cui turisti e visitatori affolleranno Lucca piuttosto che le località balneari vicine. Valuterò se stare aperto nonostante il divieto: conviene di più lavorare e al limite pagare una multa di duemila euro. Una domenica come questa è importantissima per i negozi nel centro storico. Inviterò i miei dipendenti a fare una dichiarazione che vogliono lavorare. Sono sconcertato che una situazione del genere si verifichi in questa città».

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