Il Tirreno

Lucca

Mensa, pochi i moduli consegnati

Nadia Davini
Mensa, pochi i moduli consegnati

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Poche decine i moduli consegnati al comune. Il dato arriva dall'ufficio mensa del Comune e riguarda i moduli che i genitori avrebbero dovuto consegnare per chiedere riduzioni sul costo del buono pasto. Di documentazione, però, ne è arrivata molto poca dalle famiglie, nonostante i bambini che usufruiscono del servizio mensa siano più di 3000. E i conguagli restano ancora un'enigma: «L'unica cosa che ci arriva a casa - spiegano i genitori all'uscita di scuola - sono i bollettini per i blocchetti dei buoni pasto. Non arriva altro, di conguagli e futuri pagamenti non sappiamo niente». Certo è che tra poco più di un mese finisce l'anno scolastico e i calcoli per capire chi debba pagare i conguagli e di quanto ammonti la cifra non sono ancora stati fatti. Così come non è chiaro se le lettere per i pagamenti, con tanto di bollettino allegato, arriveranno prima di giugno o l'invio sarà spostato a settembre, per il prossimo anno scolastico. Il dirigente dell'ufficio scuola, Graziano Angeli, ha assicurato un comunicato stampa da parte dell'ufficio stampa del comune in cui si chiariranno su tutta la questione (compresi i dati precisi dei moduli consegnati). E lo sciopero del panino in corso rende tutto più confuso e difficile. La domanda è questa: chi mangia il panino a scuola e non consegna il buono pasto deve essere considerato nel calcolo dei conguagli o no? Va comunque considerato fruitore del servizio mensa? La questione non è di poco conto, visto che il panino day prosegue con adesioni consistenti spalmate lungo tutta la settimana, e continuerà, con ogni probabilità, fino alla fine dell'anno scolastico. «Sono diversi i passaggi non chiari di questa vicenda - sostiene il comitato "protesta caro mensa" - in un atto votato dal consiglio comunale circa un anno fa si dice che deve essere pagato solo il pasto fruito. E cioè quello consumato a mensa, o in classe dove la mensa non c'è, e preparato dalla ditta Del Monte. Nella modulistica nuova (quella che viene presentata ai genitori che chiedono il servizio mensa al momento delle iscrizioni a scuola), invece, c'è scritto che si pagherà anche il pasto non fruito, almeno che non siano stati avvisati la scuola o l'ufficio mensa entro un determinato periodo di tempo. E questo è molto strano: non crediamo sia possibile inserire una clausola all'interno di un contratto che va contro ciò che è stato votato dal consiglio comunale. Questo, tra l'altro, sarà un argomento proposto alla commissione controllo e garanzia, in modo che accerti la legittimità della questione». Per settimana prossima, intanto, è prevista un'assemblea generale per discutere il ricorso al Tar che i genitori stanno preparando contro l'amministrazione comunale. E intanto un'altra questione viene posta sul tavolo. «Nel contratto tra comune e ditta di ristorazione - conclude il comitato - c'è scritto che il pasto deve essere consumato dai bambini entro mezz'ora da quando è stato preparato. E se questo non viene rispettato c'è una sanzione di 800 euro: perchè il comune non fa rispettare questa norma? I bambini mangiano pasti preparati alle dieci di mattina».

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