La manifestazione
«Limiti sforati, ma i Comuni ignorano l'allarme»
B.A.
La Provincia attacca le amministrazioni sorde e chiede severità nei loro confronti
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LUCCA. Sforamenti delle soglie massime di polveri fini (Pm10) su diversi territori comunali della Piana in tutta la sua estensione. Le segnalazioni arrivano alle amministrazioni, ma vengono sistematicamente ignorate. Anche se l'aria è malata, insomma, si fa finta di niente e si continua a non regolamentare il traffico o le emissioni, che sono i principali artefici dei "mali" dell'aria che respiriamo. L'allarme giunge da Palazzo Ducale. Anche se - alla luce della nuova normativa regionale in materia - non esercita più il controllo diretto sulla qualità dell'aria, riceve - quanto a segnalazioni di "rientrare" nei limiti - tutte le segnalazioni che la Regione invia alle amministrazioni interessate dagli sforamenti. «Ci sono Comuni - spiega infatti la Provincia - che dovrebbero apportare variazioni ai flussi di traffico, ad altre attività, per rientrare nei limiti consentiti delle percentuali di polveri fini nell'aria. Invece non fanno niente, non organizzano una domenica a piedi né altre iniziative. L'auspicio - continua la Provincia - è che adesso, con la supervisione più autorevole della Regione, da parte dei Comuni ci sia un rispetto maggiore delle prescrizioni. Abbattere le polveri fini significa garantire più salute». La situazione dell'aria, in particolare nei periodi dell'anno con minori precipitazioni, è critica. Soltanto nello scorso mese di gennaio, la centralina unica (per le rilevazioni effettuate dalla rete regionale) in via Carlo Piaggia a Capannori, aveva segnalato 19 sforamenti sui 31 giorni del mese. A questo punto dell'anno, dice la Provincia, per alcuni territori gli sforamenti sono aumentati».
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