Il Tirreno

Lucca

Centraline a metà servizio

Barbara Antoni
Centraline a metà servizio

Salute dell'aria, esclusi dai rilievi alcuni inquinanti

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LUCCA. Rimane la centralina Arpat in San Micheletto, ma "declassata": continuerà a rilevare il tasso di polveri fini nell'aria ma i dati non confluiranno nelle misurazioni della rete regionale. Sarà limitata l'attività di altre centraline. Dopo gli annunci, scatta la rivoluzione del sistema di monitoraggio della qualità dell'aria. Per il territorio di Lucca e della Piana è prevista una sola stazione di rilevamento: quella in via Carlo Piaggia a Capannori, in base a una suddivisione territoriale operata dal governo regionale. Viale Carducci. Su indicazione della Regione (che diventa così l'unico ente competente per il controllo sull'aria) la Provincia sta per procedere, attraverso il suo servizio ambiente, alla dismissione totale della centralina in viale Carducci.  San Micheletto. Rimarrà la stazione di monitoraggio di San Micheletto: continuerà a misurare il tasso di polveri fini, ma le rilevazioni non confluiranno nel sistema regionale di monitoraggio. Inoltre, nella stessa centralina saranno smantellati gli strumenti per monitorare la quantità di biossido di zolfo.  Carignano. Rimane anche la stazione di rilevamento situata a Carignano. Ma la cabina sarà in grado soltanto di analizzare la quantità di ozono nell'aria.  Centraline ridimensionate. Anche la funzionalità di altre centraline sul territorio provinciale sarà rivista: via gli analizzatori del monossido di carbonio dalla centralina di Capannori, via quello per il biossido di zolfo da quella di Porcari. E, quanto al territorio di Viareggio, verrà smantellata completamente la stazione in piazza Risorgimento, mentre da quella in via Maroncelli saranno eliminati gli strumenti per misurare biossido di zolfo e ozono.  Questi i provvedimenti che verranno messi in atto a breve, in base alla delibera già approvata dalla giunta di Palazzo Ducale.  Porcari e stazioni mobili. La Provincia, da parte sua, continuerà a mantenere la gestione soltanto di una stazione di monitoraggio fissa e di due mobili. Sono la centralina fissa di Porcari (gli inquinanti monitorati saranno gli ossidi di azoto contenuti nei carburanti, le polveri fini, l'ozono; inoltre la stazione continuerà a tenere attivi i sensori metereologici) e due laboratori mobili: uno a bordo di un furgone (in grado di rilevare biossido di zolfo, ossidi di azoto, polveri fini, ozono) e uno collocato su una roulotte (in grado di nomitorare ossidi di azoto, polveri fini, monossido di carbonio).  Tariffe. I due laboratori mobili potranno essere richiesti dai Comuni alla Provincia per periodi specifici, in base a necessità ed emergenze relative alla qualità dell'aria che potranno venire a determinarsi. Per usufruire dei laboratori mobili, i Comuni dovranno versare alla Provincia una quota calcolata in cento euro al giorno, come rimborso per le spese di ammortamento delle apparecchiature in dotazione al mezzo e per il mezzo stesso, come pure all'individuazione del sito e ai collegamenti necessari per il funzionamento, come la corrente elettrica.  La filosofia. La nuova normativa regionale, spiegano dall'Arpat, segue un criterio non più di singole città, ma di "aree omogenee", ovvero zone nelle quali - in base ad analisi precedentemente condotte - le condizioni ambientali risultano tali da presumere che la qualità dell'aria abbia caratteristiche pressoché identiche. È in base a questo ragionamento che la centralina in via Carlo Piaggia a Capannori è stata scelta come indicatore per tutto il comprensorio di Lucca e della Piana.  Inquinanti "in disuso". E quanto alla dismissione mirata di strumenti destinati alla misurazione di alcuni inquinanti (ozono, biossido di zolfo, ossido di azoto, ecc.), l'Arpat risponde che si tratta di «inquinanti ormai rilevati in quantità inferiori ai limiti di legge, per i quali non sono più necessari mezzi di rilevazione».

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