La manifestazione
Bidelle oggi in sciopero
2 MINUTI DI LETTURA
Cosa accadrà alle bidelle - che oggi scioperano a difesa del posto di lavoro - se il contratto a giugno non verrà rinnovato? È l'interrogativo che si pone la Provincia. Si prospetta una situazione difficile che, nel territorio provinciale, riguarda che circa 250 bidelle che attualmente prestano servizio nelle scuole per l'infanzia e primarie di primo e secondo grado (elementari e medie) e che vedono seriamente a rischio il loro posto di lavoro: basti pensare ai tagli del 25 per cento, previsti dal Governo, sugli appalti alla pulizia e alla vigilanza nelle scuole.
La Provincia, fin da quando si è presentata quella che si prospetta essere una vera emergenza occupazionale, si è attivata in tutte le sedi opportune e con tutti i mezzi a sua disposizione per tutelare una categoria di lavoratrici che, sebbene svolgano un lavoro importante e di responsabilità quale quello della sorveglianza, appartengono, comunque, a una fascia debole per età e qualifica. Ma in tutti i casi, chi provvederà ad assicurare servizi essenziali come la pulizia e la sorveglianza? Ma c'è di più: accanto alla questione pratica di cosa potrà accadere qualora il contratto non venga rinnovato, c'è anche una questione morale, sicuramente non meno importante della prima, che ogni giorno tocca queste lavoratrici. È giusto che un nodo così importante non venga sciolto, tenendo tutte queste persone in uno stato di continua attesa e in uno stato di precarietà permanente? Non è una domanda retorica, ma una constatazione di fatto di situazione insostenibile e di una vera e propria ingiustizia generalizzata.
Intanto l'onorevole Raffaella Mariani (Pd) afferma: «Sono più di 250 le bidelle, nella sola provincia di Lucca, che a causa dei tagli del ministero rischiano il posto di lavoro. La mia solidarietà alle collaboratrici scolastiche dipendenti delle cooperative che oggi sono in sciopero. Se il governo non individuerà i soldi per rinnovare l'appalto che scade alla fine di giugno, queste persone, in maggioranza donne, si troveranno disoccupate. Una situazione che, oltre a danneggiare loro, si ripercuoterà sulle scuole, dove si farà fatica a garantire le necessarie condizioni di sicurezza e igiene, e sulle famiglie, che riceveranno un servizio meno qualificato».
Il ministro - continua la deputata - ha «pubblicamente ribadito che la scelta del governo di risparmiare le risorse dedicate alle cooperative di pulizia fa giustizia di sprechi compiuti dai Comuni. A nostro avviso invece, i Comuni al momento del passaggio delle competenze relative al personale scolastico al ministero della pubblica istruzione, decisero di ricorrere alle coop per salvaguardare i servizi a favore di scuole e famiglie, garantendo non solo pulizia e custodia, ma anche i livelli occupazionali laddove il personale statale non era garantito».
La Provincia, fin da quando si è presentata quella che si prospetta essere una vera emergenza occupazionale, si è attivata in tutte le sedi opportune e con tutti i mezzi a sua disposizione per tutelare una categoria di lavoratrici che, sebbene svolgano un lavoro importante e di responsabilità quale quello della sorveglianza, appartengono, comunque, a una fascia debole per età e qualifica. Ma in tutti i casi, chi provvederà ad assicurare servizi essenziali come la pulizia e la sorveglianza? Ma c'è di più: accanto alla questione pratica di cosa potrà accadere qualora il contratto non venga rinnovato, c'è anche una questione morale, sicuramente non meno importante della prima, che ogni giorno tocca queste lavoratrici. È giusto che un nodo così importante non venga sciolto, tenendo tutte queste persone in uno stato di continua attesa e in uno stato di precarietà permanente? Non è una domanda retorica, ma una constatazione di fatto di situazione insostenibile e di una vera e propria ingiustizia generalizzata.
Intanto l'onorevole Raffaella Mariani (Pd) afferma: «Sono più di 250 le bidelle, nella sola provincia di Lucca, che a causa dei tagli del ministero rischiano il posto di lavoro. La mia solidarietà alle collaboratrici scolastiche dipendenti delle cooperative che oggi sono in sciopero. Se il governo non individuerà i soldi per rinnovare l'appalto che scade alla fine di giugno, queste persone, in maggioranza donne, si troveranno disoccupate. Una situazione che, oltre a danneggiare loro, si ripercuoterà sulle scuole, dove si farà fatica a garantire le necessarie condizioni di sicurezza e igiene, e sulle famiglie, che riceveranno un servizio meno qualificato».
Il ministro - continua la deputata - ha «pubblicamente ribadito che la scelta del governo di risparmiare le risorse dedicate alle cooperative di pulizia fa giustizia di sprechi compiuti dai Comuni. A nostro avviso invece, i Comuni al momento del passaggio delle competenze relative al personale scolastico al ministero della pubblica istruzione, decisero di ricorrere alle coop per salvaguardare i servizi a favore di scuole e famiglie, garantendo non solo pulizia e custodia, ma anche i livelli occupazionali laddove il personale statale non era garantito».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
