Il Tirreno

Lucca

Attività ricettive irregolari, la caccia è ferma

B.A.
Claudio Guerrieri, presidente della Camera di Commercio
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Claudio Guerrieri, presidente della Camera di Commercio

Provincia e Camera di Commercio: il problema è la legge regionale

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 LUCCA. È ferma da alcuni mesi l'attività della task force (composta da Provincia, Camera di Commercio, associazioni di categoria, Comuni di Lucca e Capannori) nata con il preciso intento di combattere il fenomeno dell'abusivismo e altre irregolarità nel settore delle attività ricettive.  Ferma perché, spiegano sia il vice presidente della Provincia Patrizio Petrucci che il presidente della Camera di Commercio Claudio Guerrieri, l'attività di controllo del sommerso e il tentativo di farlo emergere il più delle volte hanno dovuto fare i conti con una normativa regionale in materia a loro parere «inadeguata».  Spiega infatti Guerrieri che, svolgendo questa attività volta all'emersione del sommerso fra le attività ricettive, «ci siamo resi conto dei livelli di inadeguatezza, della necessità di riformare la legislazione regionale. Infatti abbiamo inviato alla Regione qualche mese fa la richiesta di rivederla. Ma riprenderemo presto i nostri controlli, e saranno mirati soprattutto alla rete telematica, che rappresenta uno dei mezzi più usati per la concorrenza sleale».  E ugualmente lamenta inadeguatezze nella legislazione toscana il vice presidente della Provincia Petrucci. «Un po' di risultati - dice infatti - il nostro gruppo li aveva ottenuti. Partendo da segnalazioni e coinvolgendo i Comuni di Lucca e Capannori, quelli dove le irregolarità e l'abusivismo sono più diffusi, siamo riusciti a obbligare qualcuno a mettersi in regola. Ma quanto agli abusivi, non abbiamo risolto alcuna situazione perché la normativa regionale era così complicata. Ci siamo trovati davanti un muro. Abbiamo chiesto all'assessorato regionale a commercio e turismo di modificarla».  In effetti, è il commento dell'assessorato regionale chiamato in causa, «abbiamo intenzione di fare manutenzione alla legge sul turismo, che ha già dieci anni».  Ma il vero punto, si sottolinea, «è che stiamo parlando di attività illegali. Ad esempio, dal portale delle attività ricettive della Regione, viene escluso chi non ha tutti i requisiti richiesti. Questo sistema penalizzante colpisce in automatico le attività irregolari».

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