La manifestazione
I medici di famiglia preoccupati per il malfunzionamento e la lentezza del portale dellInps
Sos per i certificati online
Fabrizio Tonelli
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Il dottor Umberto Quiriconi, presidente dellordine dei medici (Vip) Quiriconi, presidente dell'ordine: «Non riusciamo più a curare i pazienti»
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LUCCA. Sos dai medici di famiglia: il servizio di invio telematico dei certificati di malattia funziona a singhiozzo e crea non pochi disagi ai medici stessi e ai loro pazienti, togliendo molto tempo all'attività di ricevimento e cura. Già da tempo i medici si scontrano con il malfunzionamento e la lentezza del portale e la preoccupazione cresce anche perchè la circolare Brunetta prevede pesanti sanzioni nel caso in cui i dottori siano inadempienti, arrivando addittura al licenziamento per i medici dipendenti o alla decadenza della convenzione per chi lavora con questo tipo di rapporto. Lo conferma il dottor Umberto Quiriconi, presidente dell'ordine dei medici della provincia. «Il portale a volte funziona e a volte no - dice Quiriconi - e in ogni caso i tempi sono molto più lunghi rispetto alla compilazione del certificato cartaceo. Il problema è che il sistema non è strutturato per accogliere molti dati contemporaneamente e così per esempio il lunedì, che è il giorno più critico, la situazione è davvero disastrosa». Se i medici sono nell'occhio del ciclone, i disagi si ripercuotono anche sui pazienti. «È vero - sottolinea Quiriconi - spesso dobbiamo perdere 15-20 minuti per compilare un certificato con la sala d'aspetto stracolma. Non riusciamo più a dedicarci ai compiti di assistenza e cura». Senza pensare a quello che avviene nel caso di visita domiciliare. «Se il paziente è malato e ha bisogno di una certificazione - spiega il presidente dell'ordine - il medico ha poche alternative: o alla fine del giro di visite torna in ambulatorio per compilare i moduli, ammesso che il portale funzioni; o si porta dietro un portatile e la chiavetta, sperando di trovarsi in una zona coperta dal segnale. Oppure prova a chiamare il numero verde dell'Inps e inviare il cosiddetto certificato vocale. Peccato però che quest'ultima opzione di fatto non funzioni mai». Attualmente, nel caso in cui il portale dell'Inps sia in tilt, il medico - motivando la decisione - può utilizzare il sistema cartaceo. Presto però non sarà più possibile, anche perchè sta per entrare in vigore la norma che impone di fornire al paziente-malato un numero di protocollo del certificato, che il lavoratore dovrà poi comunicare all'azienda che a sua volta potrà prendere visione del certificato sul portale dell'Inps. Un sistema che dovrebbe essere operativo dal 19 giugno. Che cosa fare allora per migliorare la situazione? «Il portale - conclude il dottor Quiriconi - deve essere adeguato a supportare il carico dei flussi. In secondo luogo i medici di famiglia dovrebbero essere forniti di computer portatile e di chiavetta. Certo ci è capitata sulle spalle un'incombenza che pesa e che toglie spazi a quella che dovrebbe essere la nostra attività primaria, curare i malati».
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