Il Tirreno

Lucca

A fine giugno scadono gli appalti. E per il futuro non ci sono certezze

Scioperano le ausiliarie

Barbara Antoni
Le bidelle durante uno sciopero l’estate scorsa (archivio)
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Le bidelle durante uno sciopero l’estate scorsa (archivio)

Per oltre 250 addette delle cooperative il posto è a rischio

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 LUCCA. Dopo il 30 giugno c'è - ad oggi - solo il buio per oltre duecento donne che, sul territorio provinciale, lavorano nelle scuole come bidelle, per conto non dello Stato ma delle cooperative assegnatarie degli appalti per la pulizia e la sorveglianza all'interno dei plessi. Fra circa due mesi, infatti, l'appalto (già prorogato, perché scadeva il 31 dicembre 2010) sarà in scadenza e le lavoratrici (nel settore, sono 26mila a livello nazionale) saranno, se niente cambierà, disoccupate. Infatti alcune hanno già ricevuto dalla propria ditta la lettera che annuncia l'inizio della mobilità.  Per questo motivo domani le bidelle scioperano. Incrociano le braccia, non saranno al loro posto di lavoro. Creeranno disagi nelle scuole - lo sanno - ma la loro protesta deve farsi sentire.  Purtroppo, spiegano Filcams Cgil e Fisascat Cisl, i sindacati che da mesi le assistono in questa vertenza, per queste lavoratrici non sembrano allo stato attuale esistere risorse alternative. I rappresentanti di Filcams (Massimiliano Bindocci), Fisascat (Narcisa Pellegrini e Giovanni Bernicchi), con un gruppo di delegate sindacali e l'assessore provinciale al lavoro Gabriella Pedreschi, hanno incontrato gli assessori regionali Stella Targetti (scuola) e Gianfranco Simoncini (lavoro). Ma di risorse aggiuntive da destinare al lavoro delle bidelle assunte dalle cooperative non sembrano essercene. Semmai, quello che si prospetta visti anche i segnali allo stato attuale, è, illustra Bernicchi, «che dopo il 30 giugno le lavoratrici vengano licenziate per decadenza degli appalti. Magari saranno riassunte, se lo saranno, successivamente, in base a quanti fondi il Miur (ministero della scuola, università e ricerca) destinerà ai singoli circoli didattici per il lavoro delle bidelle». Quello che si prefigura infatti è che il dicastero della scuola voglia «disfarsi completamente di tutto quello che rappresentano gli appalti, e che invece decida di includere la quota da destinare ai servizi di pulizia e sorveglianza nei plessi scolastici direttamente ai circoli, come fa per i fondi da destinare alle supplenze. E così ogni circolo potrà fare una gara di appalto per questi servizi, determinata in primo luogo dalla quantità di soldi disponibili. L'idea insomma è arrivare a una frammentazione del lavoro. Per le attuali bidelle si aprono solo prospettive di estrema precarietà».  Da parte sua la Regione sarebbe intenzionata a chiedere al ministero il proseguimento dell'attuale appalto fino al 31 dicembre 2011. Oltre, spiega ancora il sindacalista, non si potrà andare, «perché la legge europea in materia di appalti scolastici dice che non possono essere rinnovati per oltre un anno». Novità potrebbero emergere i primi di maggio, dall'incontro in programma fra le Regioni in tema di scuola.  Intanto le lavoratrici si mobilitano per la protesta. Domani almeno un centinaio, più i sindacalisti, si sposteranno a Firenze per il presidio davanti alla Regione.

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