Il Tirreno

Lucca

Il mega-hotel c'è, ora manca l'auditorium

Ilaria Bonuccelli
Pietro Belli e in alto turisti in città
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Pietro Belli e in alto turisti in città

Le richieste dei titolari dell'albergo a 4 stelle in costruzione nella ex caserma Garibaldi

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LUCCA. Il progetto è di inaugurare l'albergo a quattro stelle nel 2013, il primo in città con 75 camere e oltre 100 posti letto. La speranza è che, nel frattempo, sia stato realizzato un auditorium per la musica, magari all'interno dell'ex Manifattura Tabacchi. E che gli enti abbiano iniziato a investire su Giacomo Puccini.  Pietro Belli e la moglie Bruna Tonarelli non hanno remore a investire milioni di euro per trasformare l'ex caserma Garibaldi in un hotel di lusso, con un centro benessere, una palestra, una piccola piscina e tutti i comfort di un albergo di lusso. Con la società di famiglia gestiscono già l'hotel Guinigi e ora si preparano all'ingresso in città. Certo i lavori vanno un po' a rilento: per ora sono iniziate solo state effettuate alcune demolizioni interne e ancora devono essere montati i ponteggi, ma grazie alla Tonarelli spa, società edile (sempre di famiglia) che è anche proprietaria del fabbricato, i tempi di ristrutturazione dovrebbero essere rispettati: circa un anno e mezzo, due al massimo «anche se - ammette Pietro Belli - non si può mai programmare con certezza un intervento su un immobile vecchio. E soprattutto, non possiamo sapere che cosa troveremo non appena inizieremo a scavare: per questo aspetto, comunque, ci seguirà la sovrintendenza ai beni archeologici».  I lavori, comunque, procedono. Ma secondo Belli è impensabile che i turisti si possano accontentare solo di un albergo a 4 stelle, per quanto adeguato agli standard internazionali. «Bisogna partire - dice l'imprenditore - da un concetto semplice: Lucca è una bella città, ma di città belle è pieno il mondo. Anche più pulite, con i locali aperti la sera e i negozi aperti nei giorni di festa, invece che il lunedì o il martedì quando non c'è nessuno. Quello che voglio dire che se non offri servizi e un'offerta qualificata, unica, la gente va a passare le ferie in Croazia o in Spagna. Noi avremmo un elemento distintivo: la musica. Solo che ci manca un auditorium. E manca la volontà di investire su Puccini». Per Belli queste scelte sono poco comprensibili «considerando che Puccini farebbe vendere la città senza neppure bisogno di ricorrere a iniziative straordinarie di promozione. È un personaggio talmente popolare che basterebbe puntare su di lui per attrarre turisti dall'estero».  Anche le associazioni di albergatori, però, almeno finora, non hanno brillato per spirito di iniziativa e investimenti su Puccini. «In realtà - sottolinea Belli - questo è vero solo in parte. Come categoria noi abbiamo provato a farci avanti più di una volta, ma ci siamo spesso scontrati con enti e istituzioni che pensano di avere il monopolio di Puccini. Di avere il diritto a gestire qualunque iniziativa collegata al compositore, trattandolo come una materia d'elite, per pochi eletti. Esattamente il contrario di quello che deve essere: Puccini è popolare e deve essere alla portata di tutti». Al riguardo, Belli ammette che uno sforzo in questo senso «è tentato soltanto da Andrea Colombini, che organizza concerti pucciniani in San Giovanni. Tutti gli vanno contro, contestando quello che fa, ma poi, quando provi a domandare perché, allora, non si producono almeno due o tre opere di livello, di senti rispondere che costano troppo. Che non ci sono soldi».  Un modo per trovare risorse, però, secondo l'albergatore ci sarebbe: «Basterebbe smettere di organizzare decine di manifestazioni che valgono poco, per concentrare gli sforzi su quelle che hanno più potenziale, come le opere di Puccini, ma anche i Comics o il Summer festival. Invece, a oggi, come albergatori non abbiamo neppure un'informativa, una brochure da proporre ai clienti sulla riapertura della casa natale di Puccini. Tanto meno abbiamo un programma di eventi legati a questa inaugurazione, prevista per il 13 settembre: eppure mancano solo pochi mesi».

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